Analisi dei Mercati 22 Maggio 2015

Analisi dei Mercati 22 Maggio 2015 – Euro Dollaro

Quadro Generale – segnali di trading – euro dollaro

    • In vista del discorso della Yellen, il dollaro si muove in ribasso Durante l’odierna sessione, il dollaro si è mosso in ribasso contro le altre valute G10. Fatto abbastanza strano, questa debolezza si è manifestata all’inizio dell’odierna sessione asiatica. Nel corso del pomeriggio in Europa/mattino negli Usa, il dollaro è riuscito a conservare i propri guadagni, nonostante una serie di indicatori deludenti dagli Usa (indici della Fed di Chicago e di Kansas City; richieste iniziali di sussidio di disoccupazione; indice dei direttori agli acquisti (Pmi) per il settore manifatturiero degli Usa, elaborato da Markit; abitazioni esistenti sono tutti risultati inferiori alle aspettative e molti sono stati peggiori del mese precedente. Soltanto l’indice principale elaborato dal Conference Board per il mese di aprile ha superato le aspettative e si è mosso in rialzo.). Tuttavia, le aspettative sul tasso dei Fed funds per l’anno in corso sono rimaste ampiamente invariate e le aspettative di lungo periodo hanno subito una diminuzione solamente modesta, mostrando come i dati facciano poca differenza per le stime di mercato delle intenzioni della Fed. Potrebbe, quindi, essere che il mercato creda la Fed decisa ad attuare la stretta senza badare al livello di crescita, dato che, fin ora, l’occupazione è andata migliorando e l’inflazione potrebbe tornare verso l’obiettivo del 2% nel medio periodo. Inoltre, la Fed non ha molte possibilità di decidere l’aumento dei tassi a giungo, pertanto i dati di aprile e maggio non sono necessariamente necessari per questo processo decisionale.
    • Oppure, potrebbe essere che gli investitori stiano trascurando i dati recenti per concentrare la propria attenzione su quanto la presidente della Fed, Janet Yellen, nel corso di un intervento previsto più tardi nella giornata di oggi, potrà dire circa le sue aspettative per T2 e oltre. Dopotutto, i verbali de Fomc riportando discussioni che hanno avuto luogo ormai tre settimane fa e prima della pubblicazione delle notizie sulla difficoltà di aggiustamento destagionalizzato del Pil. Il discorso della Yellen potrebbe, quindi, fornire informazioni più aggiornate sul suo modo di pensare, inclusi i commenti sull’indice dei prezzi al consumo che verrà pubblicato poche ore prima dell’intervento. Inoltre, poiché lunedì prossimo sarà un giorno festivo sia nel Regno Unito che negli Usa, gli investitori potrebbero esitare ad assumere posizioni importanti.

  • Il discorso della Yellen potrebbe, quindi, fornire, informazioni più aggiornate sul suo modo di pensare. Incluso il suo parere sui risultati dell’indice dei prezzi al consumo di aprile, che verrà pubblicato poche ore prima dell’intervento della presidente della Fed. Inoltre, nel Regno Unito e negli Usa, il prossimo lunedì sarà un giorno festivo: pertanto, gli investitori potrebbero esitare a prendere posizioni importanti.
  • Delusione per le speranze greche: ora, nessuna speranza? La scorsa notte, il primo ministro Tsipras ha incontrato la cancelliere tedesca Merkel e il presidente francese Holland a Riga, in Lettonia. Sulla stampa, abbondavano i suggerimenti che qualcosa doveva accadere: il quotidiano “The Guardian” scriveva, per esempio, che “l’estensione del programma di aiuti sarà oggetto di discussione”, con l’idea di dare alla Grecia quattro mesi in cui riprendere fiato per elaborare un elenco completo di riforme. L’articolo del “Guardian” seguiva quanto riportato da un giornale tedesco, secondo cui l’Eurogruppo sta considerando la proroga del piano di aiuti per la Grecia fino al prossimo autunno (idea respinta dal ministro delle Finanze greco, Varoufakis). Tuttavia, non è accaduto niente del genere. Al termine delle discussioni, Germania e Francia hanno, infatti, dichiarato, tra l’altro, che “si è concordi sul proseguimento dei negoziati tra il governo greco e le istituzioni.” Inoltre, sono svanite le prime suggestioni riguardanti un possibile incontro straordinario dell’Eurogruppo alla fine di maggio o all’inizio di giugno – prima, quindi, di quel 5 giugno in cui Atene dovrà effettuare il pagamento al FMI che potrebbe portare la Grecia oltre l’orlo del precipizio. A sole due settimane dal fallimento della Grecia, pare, dunque, improbabile che le parti negoziali possano raggiungere un accordo per tempo. Atene ha ancora la possibilità di organizzare un referendum? Il Bundestag ha il tempo di votare ulteriori aiuti? Pare difficile. Ci aspettiamo, quindi, che, la prossima settiamana, qualora nulla fosse risolto, tutto ciò rappresenti una questione di fondamentale importanza per i mercati e il problema principale per la settimana successiva. Nel caso in cui le parti non dovessero raggiungere un compromesso, la Grecia dovrebbe, probabilmente, congelare i conti correnti bancari, forse confiscare i depositi bancari (come fu fatto a Cipro) e imporre controlli di capitale. Tutto ciò non rappresenterebbe altro che una variazione “soft” dell’uscita dall’Eurozona. Ovviamente, non v’è bisogno di dire che l’effetto domino innescato dalla questione greca avrebbe conseguenze negative per EUR. D’altra parte, un tale sviluppo potrebbe essere positivo per JPY e CHF, qualora dovesse causare avversione al rischio. Posizioni short sulle coppie EUR/JPY or EUR/CHF potrebbero, quindi, costituire il modo migliore per sfruttare la tensione montante sulla Grecia.
  • Coerentemente con le aspettative, la Banca del Giappone non modifica la politica monetaria Come ci si attendeva, la Banca del Giappone ha concluso la riunione sulla politica monetaria senza apportare alcun cambiamento. La valutazione dell’economia svolta dalla banca centrale nipponica è risultata un poco più ottimista di prima con diverse frasi qualificanti rimosse dalla dichiarazione al fine di enfatizzare i progressi fatti fin ora. A fronte di questo scenario, non ci si può, dunque, aspettare che la Banca del Giappone modifichi presto la politica monetaria. Riteniamo, invece, che la banca centrale nipponica, prima di attuare nuove misure, intenda attendere almeno fin a luglio, quando saranno resi noti i risultati della contrattazione dei salari di quest’anno e i membri del Comitato per la politica monetaria aggiorneranno nuovamente le loro previsioni. In conclusione, possiamo, dunque, affermare come ottobre, quando verrà pubblicato il prossimo rapporto ufficiale sulla prospettiva economica, rappresenta il mese più probabile per un mutamento della politica monetaria da parte della Banca del Giappone.
  • I fatti del giorno Nel corso della sessione europea, la notizia principale è rappresentata dalla pubblicazione dell’indagine della tedesca Ifo per il mese di maggio. La debolezza degli indici di Zew, diffusi lo scorso martedì, aumenta la probabilità di un indice Ifo altrettanto modesto. Un simile esito potrebbe dare ulteriore prova della perdita di slancio da parte del motore della crescita europea. A seguito della debolezza degli indici preliminari dei direttori agli acquisti (Pmi) dei settori manifatturiero e dei servizi in Germania, pubblicati nella giornata di ieri, EUR potrebbe subire un modesto ribasso. La versione finale del Pil della Germania in T1 ha, infatti, confermato i risultati preliminari sulla crescita, mostrando un aumento dello 0,3% su base trimestrale in T1, che si aggiunge alla recente serie di dati deludenti.
  • Negli Usa, verranno pubblicati gli indici dei prezzi al consumo headline e core per il mese di aprile. Ci si aspetta che il dato headline scenda ulteriormente in deflazione, mentre si prevede che il tasso core sia diminuito del +1,7% su base annua. Dato che la presidente della Fed interverrà più tardi nella giornata di oggi, probabilmente, gli investitori cercheranno di capire l’opinione della Yellen sull’attuale prospettiva di inflazione. Più volte, i membri della Fed hanno ribadito che restano determinati ad aumentare i tassi fin quando saranno sicuri che l’inflazione tornerà al tasso obiettivo del 2% nel medio periodo.
  • In Canada, verrà pubblicato l’indice dei prezzi al consumo per il mese di aprile. Ci si aspetta un calo del dato headline rispetto al mese precedente. Questo indice dovrebbe, infatti, essersi mosso verso il margine inferiore della gamma obiettivo 1%-3% stabilita dalla banca centrale canadese. Il tasso core dovrebbe, invece, essere rimasto invariato, In un recente discorso, il governatore della Banca del Canada, Poloz, ha affermato che la banca centrale si regge su due pilastri — un obiettivo di inflazione al 2% e il raggiungimento del Pil di piena occupazione per la fine 2016 — che rimangono validi. Con la gravitazione dell’indice del greggio WTI intorno a 60 nelle ultime settimane, una sorpresa positiva potrebbe aggiungersi al tono ottimista del discorso e spingere la coppia USD/CAD nuovamente verso 1,2000. Verranno, infine, pubblicate anche le vendite al dettaglio del Canada.
  • Per quanto concerne gli speaker, oltre al governatore della Banca del Giappone, Kuroda, e alla presidente della Fed, Yellen, intervengono il presidente della Bce, Draghi, e il governatore della Banca d’Inghilterra, Carney. Oggi è, dunque, un giorno di notevole interesse per gli speaker.

 La coppia EUR/USD si muove lateralmente – Euro Dollaro

euro dollaro

  • Ieri, la coppia EUR/USD è rimasta praticamente invariata, stando vicino alla media mobile a 200 giorni e poco al di sopra di 1,1100 (S1). Osservando i nostri oscillatori, continuiamo, quindi, ad aspettarci che il prossimo movimento sia positivo. L’RSI ha, infatti, continuato a muoversi in rialzo dopo il rimbalzo dai 30 punti, mentre il MACD ha mostrato segni di bottoming ed è salito al di sopra della linea di segnale. Un rimbalzo vicino a 1,1100 (S1) potrebbe, quindi, testare inizialmente la resistenza 1,1200 (R1). Una rottura al di questo livello potrebbe preparare il campo per espansioni verso 1,1280 (R2). Con riguardo alla tendenza generale, la rottura al di sopra di 1,1045 (S2) in data 29 aprile ha segnalato il completamento di una possibile formazione a doppio minimo, che potrebbe avere più ampie implicazioni rialziste. Almeno per il momento, consigliamo, dunque, di considerare il deprezzamento del 15 – 20 maggio come una correzione. Passeremmo, infine, a considerare la ripresa della precedente tendenza al rialzo qualora osservassimo una netta chiusura al di sotto del livello psicologico 1,1000 (S3).
  • Supporto: 1,1100 (S1), 1,1045(S2), 1,1000 (S3)
  • Resistenza: 1,1200 (R1), 1,1280 (R2), 1,1330 (R3)

La coppia EUR/GBP cade al di sotto di 0,7130

euro dollaro

  • Ieri, la coppia EUR/GBP si è mossa in ribasso, cadendo al di sotto del supporto (ora resistenza) 0,7130 (R1), e ha trovato supporto a 0,7090 (S1). Il calo al di sotto di 0,7130 (R1) ha confermato un prossimo minimo decrescente sul grafico a 4 ore e ha virato la polarizzazione di breve periodo in negativo. Pertanto, ci aspettiamo che ora a una rottura al di sotto di 0,7090 (S1) apra la strada al successivo supporto 0,7035 (S2). Tuttavia, i nostri oscillatori di breve periodo segnalano che un modesto rimbalzo potrebbe verificarsi prima che gli orsi riprendano il controllo. L’RSI è, infatti, uscito dalla sua area di ipervenduto e sta puntando verso l’alto, mentre il MACD ha mostrato segni di bottoming e pare capace di muoversi presto al di sopra della sua linea di segnale. Passando al grafico giornaliero, il ribasso iniziato in data 7 maggio ha posto in dubbio il completamento di una mancata figura a minimo intermedio. Pertanto, per quanto concerne il sentiero di cambio della coppia EUR/GBP, consigliamo di mantenere la neutralità.
  • Supporto: 0,7090 (S1), 0,7035 (S2), 0,7000 (S3)
  • Resistenza: 0,7130 (R1), 0,7170 (R2), 0,7200 (R3)

La coppia USD/JPY ripiega dopo aver colpito la resistenza posta a 121,25

euro dollaro

  • Ieri, la coppia USD/JPY si è mossa in ribasso dopo aver incontrato la resistenza posta a 121,25 (R1). Nel corso della sessione europea di oggi, il cambio viene negoziato poco al di sopra del supporto 120,70 (S1). Una violazione al ribasso di questo livello potrebbe aprire la strada per il successivo supporto 120,30 (S2). I nostri studi di momentum sostengono la possibilità di nuovi ribassi. L’RSI si è, infatti, mosso verso il basso dopo essere uscito dalla sua area di ipervenduto, mentre il MACD ha dato segnali di topping ed è calato al di sotto della linea di segnale. A nostro parere, sebbene possiamo sperimentare ulteriori espansioni ribassiste, la prospettiva di breve periodo rimane, tuttavia, positiva. In data 19 maggio, il cambio è, infatti, emerso al di sopra del margine superiore di una formazione a triangolo che stava contenendo l’azione del prezzo da 20 marzo. Pertanto, consigliamo di considerare ogni successivo deprezzamento come un a correzione prima che i tori riprendano il controllo. Sul grafico giornaliero, il cambio viene negoziato al di sopra della media mobile a 50 giorni e ben al di sopra di quella a 200. Tale dato mantiene la tendenza generale della coppia USD/JPY al rialzo. Tuttavia, una netta chiusura al di sopra di 122,00 (R3) è necessaria a confermare un prossimo massimo crescente sul grafico giornaliero e a segnalare la ripresa di detta tendenza.
  • Supporto: 120,70 (S1), 120,30 (S2), 120,00 (S3)
  • Resistenza: 121,25 (R1), 121,50 (R2), 122,00 (R3)

L’oro trova supporto poco al di sopra di 1200

euro dollaro

  • Nella giornata di ieri, l’oro si è mosso in ribasso dopo aver incontrato resistenza vicino 1212 (R1), e ha trovato supporto poco al di sopra del livello psicologico 1200 (S1) e della media mobile a 200 giorni. Tenendo a mente l’incapacità dei tori di guidare il metallo dorato al di sopra di 1212 (R1), ma ricordandoci anche che il prezzo viene ancora negoziato al di sopra del livello psicologico 1200 (S1), consigliamo di assumere un atteggiamento neutrale per quanto riguarda la polarizzazione di breve periodo. Sul grafico giornaliero, la giornata di lunedì non è riuscita a chiudere al di sopra di 1226 (R3). Al fine di virare la prospettiva di medio termine al rialzo, riteniamo, dunque, che sia necessaria al di sopra del livello suddetto. Per ora, con riguardo al quadro generale dell’oro, consigliamo, quindi, di mantenere la neutralità. Tale scelta è sostenuta dai nostri oscillatori giornalieri. L’RSI a 14 giorni è, infatti, tornato sui 50 punti, mentre il MACD, sebbene positivo, ha dato segnali di topping e potrebbe presto ridirigersi verso la linea dello zero.
  • Supporto: 1200 (S1), 1195 (S2), 1190 (S3)
  • Resistenza: 1212 (R1), 1220 (R2), 1226 (R3)

Il WTI incontra resistenza intorno a 60,80

euro dollaro

  • Ieri, il WTI si è mosso in rialzo, ma la ripresa si è arrestata a circa 60,80 (R1). A nostro parere, la prospettiva di breve periodo è, quindi, tornata al rialzo, poiché il rimbalzo del 19 maggio è avvenuto vicino al livello di ritrcciamento del 23,6% del rialzo avvenuto tra il 18 marzo e il 13 maggio. Una netta rottura al di sopra di 60,80 (R1) potrebbe segnalare la continuazione della tendenza all’apprezzamento di breve periodo e, forse, aprire la strada il successivo livello 61,70 (R2). Tuttavia, i nostri oscillatori orari provano che un pullback potrebbe verificarsi del prossimo rialzo. L’RSI è uscito dalla sua area a -70, mentre il MACD ha dato segni di toppping ed è caduto al di sotto della linea di segnale. Per quanto concerne la tendenza generale, la rottura al di sopra di 55,00 in data 14 aprile ha segnalato il completamento di una formazione a doppio minimo, che potrebbe avere più ampie implicazioni rialziste nel prossimo futuro, Pertanto, consigliamo di considerare il ribasso del 13 – 19 maggio come una correzione.
  • Supporto: 60,25 (S1), 59,85 (S2), 59,30 (S3)
  • Resistenza: 60,80 (R1) 61,70 (R2), 62,45 (R3)

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