Analisi dei mercati e segnali di trading 6 Maggio 2015

Analisi dei mercati – 6 Maggio 2015

Il quadro generale

    • Rendimenti crescenti si accompagnano all’aumento dei prezzi del petrolio Solitamente, vi è un tema costante in tutti i mercati finanziari. Tuttavia, è difficile spiegare quel che sta avvenendo ora. La questione più importante riguarda i prezzi delle obbligazioni, che stanno crollando ovunque. Ma perché? Di solito, i prezzi delle obbligazioni scendono (aumentano i tassi di interesse) quando cresce l’inflazione o quando aumenta la crescita. Tuttavia, l’inflazione non rappresenta ovunque una minaccia, la crescita è tutt’altro che deludente e in calo (negli Usa, almeno) e la Bce continua ad acquistare vagonate di obbligazioni. Con i rendimenti a breve termine che restano pari o inferiori a zero, nel mondo le curve di rendimento si stanno diventando sempre più ripide. Solitamente, un simile sviluppo indica l’approssimarsi di una crescita più elevata. In questo caso, perché anche le azioni stanno scendendo ovunque?
  • Forse, il rimbalzo dei prezzi dell’energia ha qualcosa a che fare con tali sviluppi. A causa della diminuzione della produzione in Libia, il prezzo del petrolio rimane al di sopra dei $60 al barile. L’Arabia Saudita ha aumentato i prezzi verso l’Asia e i dati pubblicati dall’American Petroleum Institure (Api) nel corso di questa settimana hanno mostrato il primo prelievo netto delle scorte di greggio Usa in otto settimane. Negli Usa, tutto ciò sta spingendo, dunque, i prezzi della benzina verso l’alto e sta facendo aumentare le aspettative di inflazione. Un aumento del prezzo del petrolio a causa di una riduzione dell’offerta avrebbe conseguenze negative per la crescita, diversamente da un aumento del prezzo provocato da un aumento della domanda. In conclusione, potrebbe darsi che i mercati stiano iniziando a percepire una mite stagflazione – una ripresa dell’inflazione prima di un aumento della crescita. Una simile ipotesi rappresenterebbe un male per tutti i mercati.
  • In Cina, il settore dei servizi è in espansione In Cina, l’indice dei direttori agli acquisti (Pmi) del settore dei servizi, elaborato da HSBC, è aumentato dal 52,3 di marzo al 52,9 di aprile. Tale sviluppo ha, quindi ammorbidito, il calo del Pmi complessivo da 51,8 a 51,3. Tutto ciò rappresenta il tipo di ristrutturazione desiderata dal governo cinese nel tentativo di passare da una crescita basata sugli investimenti a una crescita basata sui consumi.
  • In teoria, tutto ciò sarebbe positivo per le esportazioni di generi alimentari dalla Nuova Zelanda rispetto alle esportazioni di materiali industriali dall’Australia. Tuttavia, l’asta di ieri ha registrato un’ulteriore caduta dei prezzi del latte. Inoltre, il tasso di disoccupazione del paese è inaspettatamente aumentato dal 5,7% al 5,8% – il mercato si aspettava un calo al 5,5% – mentre anche il tasso di partecipazione ha subito una lieve diminuzione. Non va affatto bene! L’aumento dei salari è altresì diminuito. Tali sviluppi danno alla Reserve Bank of New Zealand ulteriore motivo di mantenere i tassi invariati, quando non di abbassarli. Le notizie dall’Australia non sono state particolarmente positive – a marzo, si è registrato il calo delle vendite al dettaglio, sebbene i dati siano ancora positivi -, ma sono state migliori degli sviluppi in Nuova Zelanda. La coppia AUD/NZD si è mossa in rialzo ancor più lontano dalla parità che molti attendevano – ora, a 1,0640, la parità pare veramente molto distante.
  • I fatti del giorno Nel corso della sessione europea, nei paesi che, lunedì scorso, hanno diffuso i dati sul settore manifatturiero, viene pubblicata la versione definitiva dell’indice dei direttori agli acquisti (Pmi) del settore dei servizi per il mese di aprile. Come sempre, le previsioni finali per Francia, Germania ed Eruzona corrispondono alle stime iniziali. Vengono, inoltre, diffusi i dati sulle vendite al dettaglio dell’Eurozona per il mese di marzo.
  • La Bce tiene la sua consueta riunione settimanale, nel corso della quale deciderà della fornitura di liquidità alle banche greche. Vi è la possibilità di un aumento dell’ “haircut” sui collaterali che gli istituti di credito greci hanno versato in cambio dei prestiti. Un tale sviluppo avrebbe effetti decisamente limitativi sul sistema bancario greco.
  • Nel Regno Unito, si prevede che l’indice dei direttori agli acquisti (Pmi) del settore dei servizi sia sceso dal 58,9 di marzo al 58,5 di aprile. Dopo il calo dei Pmi dei settori manifatturiero ed edilizio del mese di aprile, una diminuzione dello stesso indice nel terziario diviene molto probabile. Un simile sviluppo sarebbe prova ulteriore di come l’economia britannica stia perdendo momentum.
  • Per la giornata di oggi, l’indicatore di maggiore importanza è rappresentato dall’indice del dato statunitense Adp sulla variazione dell’occupazione per il mese di aprile, due giorni prima della pubblicazione delle buste paga non agricole. Ci si aspetta che il rapporto sull’Adp mostri un aumento dei posti di lavoro nel settore privato maggiore in aprile rispetto al mese precedente. Sebbene l’indagine di Adp abbia una capacità predittiva relativamente debole riguardo al dato iniziale delle buste paga, il mercato tende a considerarla un indicatore affidabile. Pertanto un risultato come quello cui si è accennato verrebbe ritenuto rialzista su USD.
  • In Canada, verrà pubblicato l’indice dei direttori agli acquisti (Pmi) per il mese di aprile, elaborato da Ivey. Il Pmi del settore manifatturiero, diffuso da Rbc nella giornata di venerdì scorso, ha sperimentato un lieve aumento, ma è rimasto al di sotto dei 50 punti, che dividono la contrazione dall’espansione. Ci si aspetta che si produca lo stesso risultato per il Pmi di Ivey, che gode di maggiore attenzione. Si prevede, infatti, che l’indice sia salito dal precedente 47,9 a 49,2. Sebbene questo aumento possa sostenere CAD, una mancata rottura al di sopra di 50 potrebbe avere effetti di soltanto minima importanza.
  • L’agenda di oggi prevede cinque speaker. Durante la sessione europea, la presidente della Fed, Janet Yellen, e la direttore esecutivo del Fmi, Christine Lagarde, partecipano in una conferenza su finanza e società. Inoltre, interverranno la presidente della Fed di Kansas City, Esther George, il suo omologo di Atlanta, Dennis Lockhart, e il governatore della Riksbank, Stefan Ingves.

[fb_button]

 Analisi Tecnica

La coppia EUR/USD rimbalza da poco al di sopra di 1,1045

    • La coppia EUR/USD è rimbalzata poco sopra 1,1045 (S3) e, attualmente, si sta dirigendo verso un altro test nell’area di resistenza 1,1260 (R1). Ciò rafforza il nostro parere, secondo cui il quadro di breve periodo rimane positivo. Tuttavia, continuiamo a ritenere che sia meglio osservare una netta chiusura al di sopra di 1,1260 (R1) prima di essere più sicuri del rialzo. Tale rottura potrebbe, infatti, preparare il campo per estensioni verso l’ostacolo successivo 1,1375 (R2), marcato dal picco del 26 febbraio. Gli studi di momentum rafforzano questa possibilità di ulteriori apprezzamenti, almeno per un altro test nell’area 1,1260 (R1). L’RSI è rimbalzato dai 50 punti e ora sta puntando verso l’alto, mentre il MACD, già positivo, ha mostrato segnali di bottoming e potrebbe presto muoversi al di sopra della linea di segnale. Sul grafico giornaliero, la rottura al di sopra di 1,1045 (S3) ha segnalato il completamento di una possibile formazione a doppio minimo, che potrebbe avere più ampie conseguenze rialziste.
  • Supporto: 1,1170 (S1), 1,1080 (S2), 1,1045 (S3)
  • Resistenza: 1,1260 (R1), 1,1375 (R2), 1,1445 (R3)

 [fb_button]

  La coppia USD/CAD si dirige nuovamente verso 1,2000 analisi dei mercati

    • La coppia USD/CAD si è mossa leggermente in ribasso dopo aver incontrato resistenza a 1,2085 (R1). Ora, ci aspettiamo che il cambio testi nuovamente il livello psicologico 1,2000 (S1). Un calo attraverso questa quota potrebbe testare inizialmente 1,1940 (S2). Gli oscillatori di breve periodo aumentano le probabilità di realizzazione di questo scenario. L’RSI ha, infatti, virato verso il basso dopo aver incontrato resistenza sui 50 punti, mentre il MACD è sceso al di sotto dei livelli zero e di segnale. Sul grafico giornaliero il cambio viene negoziato molto vicino alla linea ascendente di lungo periodo che risale ai minimi dell’11 luglio. Pertanto, un a netta chiusura al di sotto di questa linea e di quota 1,1940 costituisce la mossa che innescherebbe un notevole deprezzamento, forse verso l’area 1,1800 (S3), marcata dal minimo del 15 gennaio.
  • Supporto: 1,2000 (S1), 1,1940 (S2), 1,1800 (S3)
  • Resistenza: 1,2085 (R1), 1,2130 (R2), 1,2200 (R3)

[fb_button] 

 L’oro incontra resistenza vicino alla cifra tonda 1200 Sengnali di trading oro

    • Ieri, l’oro si è mosso in rialzo dopo aver trovato supporto a 1186 (S2), ha rotto al di sopra di 1193 (S1) e ha incontrato resistenza vicino il livello psicologico 1200 (R1). Una netta rottura al di sopra di questa quota potrebbe innescare più ampie espansioni rialziste e, forse, testare la resistenza successiva 1215 (R2). Gli studi sul momentum sostengono questa conclusione. L’RSI si trova, infatti, al di sopra dei 50 punti e si muove verso l’alto, mentre il MACD, già al di sopra della linea di segnale, ha ottenuto segno positivo. Sebbene il rimbalzo posso proseguire, in assenza di una chiara struttura di tendenza sul grafico a 4 ore, continuiamo a ritenere che la prospettiva sia neutrale. Sul grafico giornaliero, entrambi gli oscillatori di breve periodo gravitano interno ai livelli di equilibrio, dando conferma di un quadro di breve periodo privo di tendenza.
  • Supporto: 1193 (S1), 1186 (S2), 1170 (S3)
  • Resistenza: 1200 (R1), 1215 (R2), 1224 (R3)

 [fb_button]

 Il WTI sale rapidamente al di sopra di 60,00 Petrolio prezzo

    • Ieri, il WTI si è mosso in rialzo, rompendo al di sopra della cifra tonda psicologica 60,00 (S3), mentre, durante le prime ore della sessione europea di oggi, ha rotto al di sopra di quota 61,00 (S1). Questa rottura ha riportato la figura di breve periodo in positivo e, ora, ci aspettiamo che i tori testino quota 62,00 (R1). È probabile che una rottura al di sopra di 62,00 (R1) avvii estensioni verso la resistenza successiva 63,60 (R2). L’RSI a 14 ore è, infatti, tornata al di sopra dei 70 punti, mentre il MACD orario mostra segni di un possibile rimbalzo vicino la linea di segnale. Sul grafico giornaliero, notiamo ancoro una prospettiva di medio periodo positiva. La rottura al di sopra di 55,00 del 14 aprile ha, infatti, segnalato il completamento di una formazione a doppio minimo che, nel prossimo futuro, potrebbe avere più ampie implicazioni rialziste.
  • Supporto: 61,00 (S1), 60,35 (S2), 60,00 (S3)
  • Resistenza: 62,00 (R1) 63,60 (R2), 64.30 (R3)

 

 [fb_button]

La copppia GBP/JPY rimbalza da 181.45 anasli dei mercati

    • La coppia GBP/JPY è rimbalzata sui 181,45 (S1) e ora si dirige verso la resistenza 182,80 (R1). Crediamo, dunque, che una rottura al di sopra di questa resistenza potrebbe colpire il livello successivo 183,75 (R2). Gli oscillatori di breve periodo confermano questa conclusione. L’RSI è, infatti, nuovamente al di sopra dei 50 punti e muove verso l’alto, mentre il MACD è sceso poco al di sotto del livello zero e potrebbe presto superare la linea di segnale. Sul grafico giornaliero, la coppia GBP/JPY viene scambiata al di sopra di entrambe le medie mobili e ciò mantiene intatta la tendenza di breve periodo. Inoltre, gli oscillatori giornalieri individuano un momentum positivo. L’RSI a 14 giorni è, infatti, rimbalzato da sopra i 50 punti, mentre il MACD giornaliero si trova al di sopra delle linee zero e di segnale.
  • Supporto: 181,45 (S1), 180,65 (S2), 180,00 (S3)
  • Resistenza: 182,80 (R1), 183,75 (R2), 185,00 (R3)

 

powered by IronFX  

[fb_button]

About the Author: migliorbroker