Analisi Economica sul Forex 28042015

Analisi Economica sul Forex 28 aprile 2015

Il quadro generale

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    • Delusione per l’indagine della Fed di Dallas Ieri, quanti speravano in segnali di ripresa per l’economia Usa, sono stati delusi da una crescita soltanto lieve del rapporto della Fed di Dallas per il mese di aprile. Dato l’aumento dei prezzi del petrolio che ha caratterizzato lo scorso mese, si sperava, infatti, in un risultato migliore. Inoltre, l’indice dei manager degli acquisti (Pmi) del settore dei servizi, elaborato da Markit, e il Pmi composito hanno entrambi registrato un calo, pur rimanendo solidamente in territorio espansivo. Tuttavia, quanti credevano in una robusta ripresa dell’economia Usa oggi si basano più sulla fiducia che sui fatti. Di conseguenza, il dollaro si è mosso in ribasso rispetto alla maggior parte delle valute, in particolare verso quelle dei paesi emergenti a causa dell’aumento del prezzo delle materie prime (vedi sotto la parte sulla Cina).  Stranamente le aspettative sul tasso dei contratti future sui Fed fund sono egualmente aumentate di circa un punto base, così limitando i danni per USD. Nella giornata di domani, il dato sul Pil T1 e la riunione del Fomc risolveranno il dibattito sulla crescita e la direzione del dollaro, almeno per il breve periodo.
  • Varoufakis si fa da parte Nella giornata di ieri, il governo greco ha variato la squadra che sta negoziando con i creditori internazionali, dopo che, all’Eurogruppo di venerdì scorso, il ministro delle Finanze, Varoufakis, è stato definito dai suoi colleghi “un perditempo, un giocatore d’azzardo e un dilettante”. Il governo ha, dunque, creato una “squadra di negoziazione politica” capeggiata dal viceministro degli Esteri, Euclid Tsakalotos, sotto la guida di Varoufakis. La decisione è stata da più parti considerata come un tentativo di depotenziare Varoufakis, sebbene il governo abbia ovviamente negato, insistendo sul fatto che Varoufakis rimarrà alla guida dei nuovi tentativi. Vi sono stati diversi nuove squadre e capi missione posti alla guida dei negoziati da più Stati membri. Non è chiaro, dunque, quale sarà l’impatto, ma le relazioni tra la Grecia e i suoi creditori potranno difficilmente peggiorare. A quanto pare in Grecia vi è chi crede in un miglioramento dei rapporti, dato che, nella giornata di ieri, i titoli greci sono aumentati del 9,3%. A nostro parere il cambiamento avrà effetti leggermente positivi su EUR, ma è ancora tutto da vedere se si riuscirà a raggiungere un accordo nei tempi previsti. Si deve guardare alla riunione della Bce, prevista per la giornata di domani, per vedere quanto la Banca Centrale Europea deciderà in merito all’haircut sui collaterali richiesti in cambio dei fondi Ela. Questa decisione rivelerà, infatti, la reazione ufficiale.

 

  • In Cina è pronto il Qe? Nella giornata di ieri Reuters ha scritto che il governo cinese è pronto a dare presto avvio a un giro di “quantitative easing cinese” con la Banca Popolare Cinese (Pobc), ossia la banca centrale, che acquista attività direttamente dalle banche commerciali al fine di sostenere l’imminente “programma di swap del debito del governo locale”, ammontante a 1 triliardo di renminbi (160 miliardi USD). Nei fatti, ciò non ha niente a che vedere con un un Qe, tranne per il fatto che la banca centrale sta acquistando attività dal settore privato. Il Qe è, infatti, una misura di politica monetaria che le  banche centrali attuano quando i tassi di interessi sono scesi a zero e un ulteriore allentamento dei tassi nominali risulta difficile. In Cina, il tasso ufficiale di riferimento (tasso di riferimento adottato per i prestiti a un anno) è al 5,35%, abbastanza elevato se confrontato con un’inflazione dell’indice dei prezzi al consumo dell’1,4% e un coefficiente di riserva (Rrr) al 18,5% – – a significare condizioni di politica monetaria abbastanza restrittive. Se le autorità cinesi volessero ulteriormente allentare la politica monetaria, dovrebbe muovere questi tassi, non acquistare titoli. In questo caso, la Pobc sta semplicemente agendo come prestatore di ultima istanza per le amministrazioni locali che faticano a trovare nuovi acquirenti per un nuovo swap del debito, introdotto all’inizio dell’anno per riformare le finanze regionali.
  • Pertanto, seppure non vi sia stimolo alcuno, la misura non ha arrestato l’eccitazione degli investitori. Ieri, appena pubblicata la notizia, i prezzi delle materie prime sono, infatti, aumentati, sebbene, più tardi, siano tornati alla realtà. Alla fine, rame e petrolio si sono mossi lievemente in ribasso, mentre i metalli preziosi hanno mantenuto la maggior parte dei loro guadagni. Un ulteriore allentamento in Cina tenderebbe a sostenere le valute legate alle materie prime, in particolare AUD. Tuttavia, dubitiamo che le autorità decideranno un allentamento tale da rilanciare la crescita (invece che rallentare il declino): per tale motivo, non crediamo che le misure di politica economica cambieranno la tendenza di lungo periodo.
  • Con i conservatori in avanti, GBP guadagna terreno La sterlina continua a muoversi in rialzo, con i sondaggi che mostrano un’avanzata dei conservatori a spese dello Ukip. A nostro parere, questa è una reazione impulsiva all’idea che la destra, a differenza della sinistra, sia capace di attuare una politica economica efficiente. Tuttavia, i passati risultati della sterlina dopo le elezioni hanno mostrato che ciò non è affatto vero per quanto riguarda il mercato Fx. A nostro parere, questa volta non farà eccezione. Probabilmente, i conservatori non aumenteranno le tasse sui ricchi che non vivono sempre in Gran Bretagna, ma terranno un referendum sulla permanenza nell’UE. A nostro parere, questa consultazione potrebbe rappresentare un rischio decisamente più grave per GBP.
  • Riunione del Fomc: cosa aspettarsi Come abbiamo scritto ieri, l’evento più importante della settimana è la riunione del Comitato federale per il mercato libero (Fomc), prevista per la giornata di domani. Lo scorso mese, il Comitato ha dichiarato che un aumento dei tassi ad aprile sarebbe stato “improbabile”. Non essendo in programma alcuna conferenza stampa né nuove previsioni, tutto ciò che dobbiamo aspettarci è la dichiarazione di accompagnamento. La questione principale sarà, quindi, capire se il Fomc ritenga  che l‘attuale serie di dati deboli sia soltanto una “fase” temporanea, come agli inizi del 2014, o che l’economia Usa stia attraversando un calo più significativo. A questa domanda si risponderà, probabilmente, nel primo paragrafo, che di solito tratta  delle opinioni della Fed sugli sviluppi dell’economia. Ad oggi la maggior parte delle dichiarazioni che abbiamo ascoltato dai membri del Fomc sostengono che i recenti dati deboli sono dovuti alle cattive condizioni meteorologiche e allo sciopero dei porti. Alla luce di ciò, ci aspettiamo affermazioni su un rallentamento che si dimostrerà transitorio. La seconda questione sarà capire se il Fomc ritenga che il lieve aumento delle buste paga non agricole di marzo sia stato un’anomalia o un cambiamento di tendenza. Il sorprendente aumento dei posti di lavoro e il notevole calo del tasso di disoccupazione hanno condotto molti membri del Comitato a sentire la vicinanza della fine di almeno metà del loro doppio mandato: pertanto, ogni dichiarazione sul mercato del lavoro sarà importante. La chiave sarà l’affermazione “Il Comitato si aspetta che l’inflazione aumenti gradualmente al 2% nel medio periodo, con il mercato del lavoro che registra un ulteriore miglioramento, con gli effetti transitori dei prezzi dell’energia  che diminuiscono e altri fattori che svaniscono.” I membri del Fomc credono ancora che il mercato del lavoro stia migliorando e che i fattori che deprimono l’inflazione siano transitori? Ogni variazione, in questo caso, potrebbe probabilmente significare un notevole ritardo dell’aumento dei tassi. Di fatto, sin dalla riunione di marzo,  la prospettiva dell’inflazione Usa è considerevolmente migliorata: l’indice Usa del commercio ponderato rispetto alle principali valute è sceso del 2,4%, i prezzi del petrolio sono aumentati del 16% e il tasso di inflazione di pareggio a 5 anni è salito dall’1,33% all’1,71%. Per quanto concerne la situazione internazionale, questa è stata discussa a lungo durante la conferenza stampa di marzo, ma nella dichiarazione ha ricevuto un’attenzione solamente superficiale. In questa occasione non ci aspettiamo che l’argomento giochi un ruolo rilevano, se non altro perché la situazione dell’Eurozona è migliore di quanto fosse a marzo. Il quadro internazionale sostiene, dunque, l’economia Usa più di quanto facesse prima.
    • Come funziona il Fomc Sebbene  le riunioni del Fomc siano attentamente osservate, il Comitato è abbastanza bravo a telegrafare le proprie mosse: pertanto, non otterremo necessariamente molta volatilità nel corso della giornata. Nel corso dell’ultimo anno, le riunioni del comitato hanno visto spesso una volatilità inferiore alla media sia per la coppia EUR/USD sia per USD/JPY. Specialmente questa volta, è improbabile che la dichiarazione contenga particolari sorprese. Come nel Regno Unito, potrebbero esservi più novità quando i verbali verranno pubblicati, in data 21 maggio, e saranno conosciuti i dettagli delle discussioni.
  • Il grafico a destra, di Bloomberg, mostra i movimenti della coppia EUR/USD nell’ora seguente alla pubblicazione della dichiarazione negli ultimi sei incontri. La linea tratteggiata, che rappresenta la media, mostra come, in media, non succeda nulla. Tuttavia, come potete osservare dalla riunione di marzo (la linea arancione), quando è stata rimossa la parola “pazienza”, e dal vertice di ottobre (la linea azzurra), quando è stato posto fine al Qe, nel corso della giornata la volatilità può essere considerevole.
  • I fatti del giorno Nel corso della sessione europea, l’evento di maggiore importanza sarà rappresentato dalla pubblicazione della prima stima del Pil T1 nel Regno Unito. Si prevede un lieve rallentamento della crescita, nonostante i dati fortemente positivi della produzione industriale a gennaio e a febbraio e i robusti risultati delle vendite al dettaglio in T1. Un debole quadro di crescita, insieme al tasso di inflazione a zero e un risultato incerto alle prossime elezioni, potrebbero comportare in un’ulteriore diminuzione delle aspettative sull’aumento dei tassi. Un tale sviluppo potrebbe premere su GBP. Tuttavia, come mostra il grafico di seconda reazione, negli ultimi tempi, questo indicatore ha avuto un impatto sorprendentemente debole sulla coppia GBP/USD.

 

 

  • In Francia, viene pubblicato l’indice sulla fiducia dei consumatori per il mese di aprile.
  • In Svezia, vengono pubblicati l’indagine sulla tendenza economica per il mese di aprile e i dati sulle vendute al dettaglio per il mese di marzo. La ricerca potrebbe mostrare un lieve aumento, riflettendo un migliore sentiment, mentre si aspetta che le vendite al dettaglio dovrebbero fornire un’altra lettura fortemente positiva. Tuttavia, dato che le aspettative si indirizzano verso un taglio dei tassi da parte della Riksbank nella riunione di domani, ogni battuta di arresto nella coppia USD/SEK potrebbe essere vista come un rinnovata opportunità di acquisto.
  • Negli Usa, verranno pubblicati soltanto dati di secondaria importanza. Verranno, infatti, diffusi l’indice principale della Conference Board e l’indice sull’attività manfiatturiera della Fed di Richmond, entrambi per il mese di aprile. Verrà, infine, diffuso l’indice dei prezzi delle abitazioni elaborato da S&P/Case-Shiller.
  • Per quanto riguarda gli speaker intervengono il governatore della Banca del Canada, Stephen Poloz, e Jens Weidmann, membro del Consiglio direttivo della Bce.

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La coppia EUR/USD continua a muoversi lievemente in rialzo

    • La coppia EUR/USD ha continuato a muoversi in rialzo, ma ha incontrato resistenza a 1,0910 (R1). A nostro parere, la polarizzazione di breve periodo rimane, quindi, positiva: pertanto, ci aspettiamo che, nel prossimo futuro, i tori colpiscano quota 1,0965 (R2). Tuttavia, gli oscillatori di breve periodo mostrano che un leggero ripiegamento potrebbe essere all’opera. L’RSI ha, infatti, virato verso il basso dopo aver incontrato resistenza sui 70 punti, mentre il MACD ha mostrato segnali di topping e potrebbe presto muoversi al di sotto dell’innesco. Nel quadro generale, la coppia  EUR/USD viene ancora negoziata al di sotto di entrambe le medie mobili. Tuttavia, è necessaria una netta chiusura al di sotto di 1,0460 al fine di confermare un prossimo minimo decrescente e avviare la ripresa della generale tendenza al ribasso. Dall’altra parte, una chiusura al di sopra di 1,1045 (R3) potrebbe segnalare un doppio minimo e, forse, preparare il campo per più ampie espansioni rialziste.
  • Supporto: 1.0830 (S1), 1.0785 (S2), 1.0730 (S3)
  • Resistenza: 1.0910 (R1), 1.0965 (R2), 1.1045 (R3)

La coppia NZD/USD incontra resistenza a  0,7660

    • Ieri, la coppia NZD/USD si è mossa in rialzo, ma ha incontrato resistenza intorno a quota 0,7660 (R1) e ha subito un leggero deprezzamento. Tenendo conto che, in data 15 aprile, il cambio è uscito da una possibile formazione a triangolo e che viene ancora negoziato al di sopra del margine superiore di tale pattern, crediamo che la polarizzazione di breve periodo debba essere considerata positiva. Un netto movimento al di sopra dell’area 0,7660 (R1) potrebbe preparare il campo per il livello chiave di resistenza 0,7740 (R2), marcato dai picchi del 7 e 22 aprile. Tuttavia, se osserviamo gli oscillatori di breve periodo notiamo segnali di una possibile correzione prima del prossimo rialzo. L’RSI ha, infatti, virato verso il basso e potrebbe presto muoversi al di sotto dei 50 punti, mentre il MACD, già negativo, mostra segni di un possibile topping ed è sceso al di sotto della linea di segnale. Sul grafico giornaliero, una chiusura al di sopra di 0,7740 (R2) potrebbe, infine, confermare un prossimo massimo crescente e, forse, muovere il quadro di medio periodo in positivo.

 

  • Supporto: 7600 (S1), 0.7550 (S2), 0.7500 (S3)
  • Resistenza: 0.7660 (R1), 0.7740 (R2), 0.7785 (R3)

 

La coppia EUR/GBP incontra resistenza a 0,7170 e scivola verso il basso

    • Ieri, la coppia EUR/GBP si è mossa in ribasso dopo aver incontrato resistenza a 0,7170 (R1). Ci aspettiamo, quindi, che il cambio si muova in ribasso e testi il supporto 0,7100 (S2). Dopo il completamento di una formazione a doppio massimo in data 13 aprile, a nostro parere, la figura è divenuta negativa. Gli oscillatori di breve periodo sostengono il quadro di breve periodo. L’RSI si è, infatti, mosso verso il basso dopo aver incontrato resistenza intorno ai 50 punti, mentre il MACD, già negativo, è sceso al di sotto della linea di innesco. Tuttavia, nella giornata di oggi, ci si aspetta che la prima stima del Pil T1 del Regno Unito mostri un rallentamento. Tale esito potrebbe innescare una correzione al rialzo prima che gli orsi riprendando il controllo. Sul grafico giornaliero, il completamento di un doppio massimo conferma che la ripresa dell’11 marzo – 3 aprile è stata soltanto un ritracciamento del 38,2% del ribasso del 16 dicembre – 11 marzo, e che la tendenza generale al deprezzamento sta riguadagnando momentum.
  • Supporto: 7120 (S1), 0.7100 (S2), 0.7065 (S3)
  • Resistenza: 0.7170 (R1), 0.7220 (R2), 0.7275 (R3)

Ripresa dell’oro verso 1200

    • Ieri, l’oro ha sperimentato un notevole apprezzamento, rompendo al di sopra della resistenza (ora supporto) 1197 (S1) e del margine superiore di un canale ascendente di breve periodo. Ciò sposta la figura di breve periodo lievemente in positivo e ci porta a credere che potremmo presto sperimentare un test a 1210 (R1). Una rottura al di sopra di questa quota potrebbe, poi, espandere la mossa rialzista forse verso la prossima resistenza 1220 (R2). Entrambi gli oscillatori di breve periodo hanno superato i rispettivi livelli di resistenza al rialzo, sostenendo l’idea che un prossimo apprezzamento potrebbe essere pronto. In più, l’RSI si è mosso verso l’alto al di sopra dei 50 punti, mentre il MACD, già al di sopra della linea di innesco, ha appena ottenuto segno positivo. Per quanto concerne il quadro generale, la ripresa di ieri pone in questione la nostra opinione, secondo cui potremmo vedere il metallo prezioso muoversi in ribasso in un futuro non troppo distante. Di conseguenza, consigliamo di tenersi ai margini per quanto riguarda il quadro generale.

 

  • Supporto: 1197 (S1), 1186 (S2), 1175 (S3)
  • Resistenza: 1210 (R1), 1220 (R2), 1235 (R3)

Il WTI rompe al di sotto di 56,55

    • Ieri, il WTI si è mosso in ribasso, rompendo al di sotto del supporto (ora resistenza) 56.55 (R1). Dato che ciò ha confermato un prossimo minimo decrescente sul grafico a 1 ora, continuiamo a credere che la polarizzazione di breve periodo sia negativa. Ci aspettiamo, infatti, che il WTI continui a deprezzarsi e testi il supporto 55,75 (S1). Qualora gli orsi fossero abbastanza forti da muovere lo scontro al di sotto di questo livello, ci aspettiamo che avviino il raggiungimento del livello psicologico 55,00 (S2). Dando uno sguardo ai nostri studi di momentum, notiamo, infatti, che l’RSI ha continuato a muoversi in ribasso e ora si sta avvicinando ai 30 punti, mentre il MACD rimane al di sotto delle linee zero e di segnale. Questi segni rafforzano la nostra opinione, secondo cui è probabile che il ribasso continui. Tuttavia, sul grafico giornaliero notiamo ancora una prospettiva di medio periodo positiva. La rottura al di sopra di 55,00 in data 14 aprile ha, infatti, segnalato il completamento di una formazione a doppio minimo, che potrebbe avere ampie conseguenze rialziste nel prossimo futuro. Pertanto, consigliamo di considerare ogni ulteriore espansione al ribasso come una correzione, almeno per il momento.
  • Supporto: 55.75 (S1), 55.00 (S2), 54.55 (S3)
  • Resistenza: 56.55 (R1) 57.35 (R2), 58.00 (R3)

 

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