ANALISI ECONOMICA FOREX 7 Maggio 2015

ANALISI ECONOMICA – FOREX

7 maggio 2015

Il quadro generale – analisi economica

  • Il debole rapporto di Adp influisce su USD Il dollaro ha perso terreno su tutta la linea a seguito della pubblicazione del rapporto della statunitense Adp. Il documento ha, infatti, mostrato un incremento di soli 175mila posti di lavoro, al di sotto degli attesi 200mila. Il fatto è che il rapporto di Adp è un indicatore abbastanza debole delle buste paga non agricole. Come mostra il grafico sulla destra, la relazione tra la variazione in Adp e quella nelle buste paga non agricole non è statisticamente significativa. Risalendo al 2001, la variazione nelle buste paga non agricole è stata maggiore di quella in Adp per 86 volte e minore per 85 – esattamente a caso! Abbiamo, inoltre, sentito dire che il rapporto di Adp rappresenta una migliore previsione per il dato finale delle buste paga non agricole di quanto non sia per il loro risultato preliminare – certamente, se ben ricordiamo questa persona sosteneva che il rapporto riusciva a prevedere il risultato finale delle buste paga non agricole meglio di quanto potesse il loro dato preliminare. Tuttavia, non siamo noi ad aver trovato questi numeri e, quindi, non possiamo darne certificazione. Tuttavia, non si può andare contro il mercato. Se il mercato intende considerare il rapporto di Adp come una stima preliminare del risultato delle buste paga non agricole lo farà, e non ha senso pensarla diversamente. Le aspettative di un dato debole sulle buste paga non agricole, che verranno pubblicate domani, semplicemente riducono la possibilità di una ripresa di USD.
  • Le aspettative sui Fed fund continuano ad aumentare I dati deludenti non hanno ridotto le aspettative sui tassi della Fed. La questione principale che non riusciamo a capire è che, recentemente, la debolezza del dollaro non deriva dal calo delle aspettative sui Fed fund. Al contrario, i contratti future sui Fed fund mostrano che le aspettative sul tasso sono più alte di quanto fossero il 10 aprile, giornata in cui il Dax raggiunse il massimo e il commercio dell’Eurozona iniziò a invertire la propria tendenza. Le aspettative sul tasso sono, poi, di poco diminuite rispetto al 13 marzo, quando l’indice Dxy segnò il proprio picco. Di fatto, nella giornata di ieri, le aspettative sul tasso sono aumentate di 4,5 punti base nel lungo periodo, nonostante il deludente rapporto di Adp. Ciò potrebbe dipendere dalle dichiarazioni del presidente della Fed di Atlanta, Lockhart, secondo cui le aspettative degli investitori di un innalzamento dei tassi a settembre sono “ragionevoli.” Lochart ha, inoltre, affermato che “tutto è possibile, incluso giugno.” Tutto ciò ci dice che il declino del dollaro rappresenta più una questione di posizionamento che di rivalutazione della situazione fondamentele e che, a un certo punto, la divergenza della politica monetaria tornerà a manifestarsi e USD ricomincerà a muoversi in rialzo.
  • La Bce rinvia la decisione sull’haircut della Grecia alla prossima settimana A quanto si dice, nel corso della riunione di ieri, la Bce ha deciso di aumentare di 2 miliardi di euro il totale dell’Assistenza di Liquidità di Emergenza (Ela) che fornirà alle banche greche, così giungendo a 78,9 miliardi di euro. Tuttavia, la decisione di aumentare l’haircut su collaterali è stata rinviata alla prossima settimana A quanto si dice, una fonte anonima ha affermato che la Bce è intenzionata ad accrescere l’haircut, a meno che il governo di Atene non mostri la volontà di giungere a un compromesso nei negoziati sul piano di aiuti. A quanto pare, prima di staccare la spina, la Bce vuole vedere quel che accadrà alla riunione dei ministri delle Finanze dell’Unione Europea prevista per lunedì prossimo. Un funzionario europeo ha affermato che i negoziati hanno compiuto “buoni progressi”, ma sembrano esservi ancora dei problemi. A quanto pare, la prossima settimana rappresenta, dunque, il momento critico, in particolare perché, martedì 12 maggio, la Grecia dovrà pagare 767 milioni di euro al Fondo Monetario Internazionale.
  • In Australia, cresce il tasso di disoccupazione Coerentemente con le aspettative, in Australia il tasso di disoccupazione è aumentato dal 6,1% al 6,2%. A peggiorare le cose, il numero degli occupati è diminuito, mentre l’insieme dei diversi impieghi è peggiorato – meno posti di lavoro a tempo pieno, più part time. Sebbene la Reserve Bank of Australia abbia tagliato i tassi nella giornata di martedì, AUD si è rafforzato, grazie a una dichiarazione apparsa un po’ più ottimista riguardo ai fondamentali dell’economia australiana. Oltre a ciò, con l’aumento dei prezzi del minerale di ferro, principale esportazione dell’Australia, AUD è rimasto ben supportato e potrebbe ulteriormente rafforzarsi se i prezzi del minerale di ferro continuassero ad aumentare. Nella giornata, AUD ha, dunque, guadagnato, nonostante il dato deludente sull’occupazione, mostrando una continua domanda di dollari australiani. A nostro parere, dal punto di vista dei fondamentali, questa forza è momentanea, ma i dati tecnici mostrano come vi sia la possibilità di un ulteriore rafforzamento. Consigliamo, quindi, di attendere la dichiarazione trimestrale sulla politica monetaria, che verrà pubblicata domani, con un aggiornamento sulla crescita economica e le previsioni di inflazione.
  • I fatti del giorno In Germania, gli ordini di fabbrica sono aumentati dello 0,9% nel mese di marzo, segnando un rimbalzo rispetto al calo di febbraio, seppur risultando inferiori alle aspettative. In Francia, verrà diffusa la produzione industriale per il mese di marzo. Sebbene nessuno di questi due indicatori influenzi particolarmente il mercato, potrebbero, comunque, aggiungersi ai recenti risultati positivi che vengono dalle economie dell’Eurozona.
  • La Banca di Norvegia terrà i tassi invariati Nel corso della sessione europea, l’evento principale è rappresentato dalla riunione della Banca di Norvegia. Al termine dell’ultimo vertice, la banca centrale norvegese ha sorpreso il mercato, tenendo i tassi di interesse invariati all’1,25%. La Banca di Norvegia ha, infatti, ritenuto che gli effetti dei bassi prezzi del petrolio sull’economia reale erano stati relativamente leggeri e che i prezzi degli immobili stanno ancora aumentando rapidamente, in tal modo giustificando la propria decisione di non intervenire sui tassi. Da allora, il quadro non è particolarmente cambiato e l’aumento dei prezzi del petrolio ha rafforzato NOK. Con il greggio Brent poco al di sotto dei 70 USD, ci aspettiamo, dunque, che la Banca di Norvegia continui a mantenere i tassi invariati, con risultati positivi per NOK
  • Negli Usa, verranno pubblicate le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione per la settimana terminata il 2 maggio.
  • Per quanto riguarda gli speaker, Oeystein Olsen, governatore della Banca di Norvegia, terrà una conferenza stampa dopo la decisione sui tassi. Interviene, inoltre, Yves Mersch, membro del Comitato esecutivo della Banca Centrale Europea.
  • Elezioni nel Regno Unito! Oggi, hanno luogo le elezioni nel Regno Unito. I seggi sono aperti dalle 7:00 alle 22:00 ora locale (6:00 – 21:00 orario di Greenwich). Subito dopo la chiusura dei seggi, saranno pubblicati i primi exit poll. Nelle ultime due elezioni, le maggiori reti televisive hanno commissionato gli exit poll congiuntamente, così migliorando l’accuratezza delle previsioni. Durante le elezioni del 2010 e del 2005, gli exit poll disegnarono i risultati esatti, mentre nel 2001 sbagliarono di appena 10 seggi. Certamente, dato il testa a testa tra i due maggiori partiti che caratterizza queste elezioni, 10 seggi rappresenterebbero un ampio margine di errore.
  • Probabilmente, i primi risultati ufficiali potrebbero cominciare a essere diffusi intorno alle 23:00 ora locale (22:00 orario di Greenwich) e riguarderanno pochi collegi alla volta. Le prime due ore sono, infatti, solitamente dominate da seggi sicuri per il partito laburista, ove è facile contare i voti. Di solito, i risultati cominciano a giungere con maggiore frequenza dopo l’01:00 ora locale (00:00 orario di Greenwich). Il gruppo di risultati più numeroso giunge tra le 02:00 e le 05:00 ora locale (01:00 – 04:00 orario di Greenwich), con circa la metà verso le 03:00 ora locale (02:00 orario di Greenwich). Per quell’ora, si dovrebbe, quindi, avere una sensazione generale di quali potrebbero essere gli sviluppi.L’ultimo collegio dichiarerà i propri risultati intorno alle 13:00 ora locale di domani (12:00 orario di Greenwich). La questione è resa complicata dal fatto che, allo stesso tempo, le elezioni amministrative si terranno in gran parte dell’Inghilterra (esclusa Londra). Pertanto, i risultati di questi collegi verranno pubblicati più tardi. Gli ultimi sondaggi e le scommesse suggeriscono l’esito seguente:
Conservatori 280-285
Laburisti 265-270
Liberal-Democratici 25
Partito Nazionale Scozzese >50
UKIP 3
  • Conoscere i risultati rappresenta solo una metà della questione. È, infatti, quasi certo che nessuno dei due partiti principali otterrà la maggioranza (in teoria, sono necessari 326 seggi, ma, poiché 5 rappresentanti dell’Irlanda del Nord normalmente si astengono, il dato reale è 323). Il problema è, quindi, quale partito possa formare il governo. L’ultima volta, le consultazioni ebbero inizio subito – vi erano delle indicazioni nei discorsi di accettazioni di vari membri del parlamento, quando furono dichiarati i risultati dei loro collegi. Inoltre, allora era tutto abbastanza chiaro, poiché le possibilità erano limitate. Eppure, ci vollero cinque giorni. Oggi, si potrebbe giungere al 27 maggio, quando il governo dovrà inviare inviare un programma legislativo per il discorso della regina. Qualora il governo non si fosse ancora formato o il programma non dovesse essere votato dalla Camera dei Comuni (risultato possibile, quando un partito di minoranza tenta di formare il governo), allora il governo cadrebbe e o un altro partito tenterebbe di formare il governo e verrebbero indette nuove elezioni. A nostro parere, l’incertezza politica peserà sulla sterlina e la valuta britannica potrebbe indebolirsi finché il risultato delle elezioni non sarà certo.


La coppia EUR/USD rompe al di sopra di 1,1260 dopo il debole rapporto di Adp

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  • Nella giornata di ieri, la coppia EUR/USD si è mossa in rialzo a seguito del rapporto della statunitense Adp, che ha mostrato come il settore privato abbia registrato un aumento dei posti di lavoro inferiore alle aspettative di aprile. Alla pubblicazione del documento, la coppia ha rotto al di sopra dell’area chiave 1,1260 (S1) e si è mossa in rialzo per incontrare resistenza poco al di sotto del livello 1,1375 (R1). Ciò conferma un prossimo massimo crescente sul grafico a 4 ore e, a nostro parere, mantiene il quadro di breve periodo positivo. Crediamo, infatti, che una mossa al di sopra di 1,1375 (R1) potrebbe preparare il campo per espansioni verso la successiva resistenza 1,1445 (R2), segnata dai picchi del 13, 17 e 19 febbraio. Gli oscillatori giornalieri individuano un’alta velocità al rialzo e rafforzano la possibilità di ulteriori apprezzamenti. L’RSI a 14 giorni è, infatti, entrata nell’area di ipervenduto, mentre il MACD si trova al di sopra delle linee zero e di segnale, diretto verso l’alto. Per quanto concerne la tendenza generale, la rottura al di sopra di 1,1045 ha segnalato il completamento di una possibile formazione a doppio minimo, che potrebbe avere più ampie implicazioni rialziste.
  • Supporto: 1,1260 (S1), 1,1170 (S2), 1,1080 (S3)
  • Resistenza: 1,1375 (R1), 1,1445 (R2), 1,1500 (R3)

 

La coppia GBP/USD si muove in rialzo in vista delle elezioni nel Regno Unito

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  • Ieri, la coppia GBP/USD ha continuato a muoversi in rialzo, ma l’apprezzamento si è fermato sul livello di ritracciamento del 50% del ribasso registrato tra il 29 aprile e il 5 maggio, poco al di sotto della resistenza 1,5300 (R1). Tuttavia, riteniamo ancora che la prospettiva di breve periodo sia negativa e che questa mossa rappresenti soltanto una pausa prima che gli orsi riprendano il controllo. A nostro parere, la figura di breve periodo ha, dunque, virato in negativo dopo la rottura della linea di tendenza ascendente che risale al minimo del 14 aprile. Una rottura al di sotto del supporto 1,5170 (S1) potrebbe sostenere questa possibilità e, forse, aprire la strada verso un altro test su quota 1,5090 (S2). Sul grafico giornaliero, il cambio è nuovamente al di sotto della media mobile esponenziale a 80 giorni, ma, dato che permane la possibilità di un minimo crescente, consigliamo di assumere un atteggiamento neutrale per quanto concerne la prospettiva generale del Cable.
  • Supporto: 1,5170 (S1), 1,5090 (S2), 1,4980 (S3)
  • Resistenza: 1,5300 (R1), 1,5400 (R2), 1,5500 (R3)

Continua l’apprezzamento della coppia AUD/USD

AUDUSD

  • La coppia AUD/USD ha continuato a muoversi in rialzo, ma, nella giornata di ieri, ha incontrato resistenza vicino 0,8025 (R1) e si è ritirata. In seguito, il cambio ha testato quota 0,7920 (S1), ora come supporto, ed è rimbalzata. Continuiamo, dunque, a notare un quadro di breve periodo in qualche misura positivo. Pertanto, ci aspettiamo una mossa al di sopra di 0,8025 (R1) testi nuovamente l’area 0,8065 (R2). Il nostro parere è sostenuto dagli oscillatori. L’RSI, già al di sopra dei 50 punti, ha virato verso l’alto, mentre il MACD si trova al di sopra delle linee zero e di segnale. Nel quadro generale, il rimbalzo da circa 0,7800 (S3) ha confermato un minimo crescente sul grafico giornaliero e ciò mantiene il quadro di medio periodo altrettanto positivo.
  • Supporto: 0,7920 (S1), 0,7860 (S2), 0,7800 (S3)
  • Resistenza: 0,8025 (R1), 0,8065 (R2), 0,8135 (R3)

 

L’oro ridiscende verso quota 1186

oro

  • L’oro si è mosso in ribasso dopo aver incontrato resistenza sul livello psicologico 1200 (R1). Il deprezzamento si è arrestato poco al di sopra del supporto 1186 (S1), ove una netta rottura potrebbe aprire la strada per il prossimo supporto 1170 (S2). I nostri studi di momentum sostengono questa possibilità. L’RSI ha, infatti, virato verso il basso ed è nuovamente sceso al di sotto dei 50 punti, mentre il MACD ha mostrato segnali di topping poco al di sopra della linea zero, ottenendo segno negativo, ed è calato al di sotto della linea di innesco.  Sebbene il ribasso possa continuare, in assenza di una chiara struttura di tendenza sul grafico a 4 ore, continuiamo a ritenere che la prospettiva sia neutrale. Sul grafico giornaliero, entrambi gli oscillatori di breve periodo gravitano, infatti, intorno alle loro linee di equilibrio, confermando un quadro di breve periodo privo di tendenza.
  • Supporto: 1186 (S1), 1170 (S2), 1160 (S3)
  • Resistenza: 1200 (R1), 1215 (R2), 1224 (R3)

 

Il WTI incontra resistenza a 62,55 e muove in ribasso

WTI

  • Nella giornata di ieri, il WTI ha continuato a muoversi in rialzo, ma, dopo aver incontrato resistenza a 62,55 (R3), ha subito un notevole deprezzamento per assestarsi poco al di sopra di 60,30 (S1). Nonostante questo forte calo, crediamo che il quadro di breve periodo rimanga positivo e che vi sia la probabilità di osservare una prossima mossa positiva. Gli oscillatori di breve periodo lasciano, infatti, la porta aperta a che lo scenario di cui sopra si verifichi. L’RSI, sebbene al di sotto dei 50 punti, ha mostrato segnali di topping e potrebbe nuovamente presto superare questo livello, mentre il MACD dà segni che potrebbe iniziare a scendere. Sul grafico giornaliero, notiamo, dunque, una prospettiva positiva di medio periodo. La rottura al di sopra di 55,00 del 14 aprile ha, infatti, segnalato, il completamento di una figura a doppio minimo, che, nel prossimo futuro, potrebbe avere più ampie implicazioni rialziste.
  • Supporto: 60,30 (S1), 60,00 (S2), 59,00 (S3)
  • Resistenza: 61,20 (R1) 62,00 (R2), 62,55 (R3)

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