Analisi sul Forex 16 Aprile 2015

Analisi di Trading 16 aprile 2015

Il quadro generale

    • La Banca del Canada che rimane ferma nella propria decisione non significa che il ciclo ascendente del dollaro sia terminato Nella dichiarazione di ieri, il presidente Draghi ha usato toni da colomba tanto quanto possibile. Draghi ha, infatti, respinto le preoccupazioni sulla possibilità che il programma di Qe della Banca centrale europea venga progressivamente ridotto o, addirittura, termini prima del previsto. No, la Bce non sta avendo problemi nell’acquisto di titoli e no, non sta neanche considerando una riduzione degli acquisti. La Banca Centrale Europe proseguirà, infatti, l’acquisto di titoli allo stesso ritmo almeno fino al termine previsto per settembre 2015 o oltre, se necessario. L’unica misura che Draghi avrebbe potuto prendere, ma non ha preso, riguarda la riduzione del tasso sui depositi, attualmente al -0,2%, cosicché la Bce avrebbe potuto effettuare simulazioni di acquisto a rendimenti ancor più bassi. Draghi non ha, infine, detto nulla sull’euro, ma le sue affermazioni, secondo cui i tassi di interesse reale potrebbero scendere perché la Bce tollererebbe un aumento dell’inflazione, non hanno lasciato dubbi sul fatto che il presidente della Bce non è affatto preoccupato del livello della valuta. Ciò considerato, ci aspettiamo che la coppia EUR/USD possa muoversi verso la parità e al di sotto senza alcuna resistenza ufficiale.
  • Banca del Canada (BoC) molto fiduciosa = segue Australia, India, Autorità monetaria di Singapore e non effettua la stretta. La Banca del Canada è apparsa relativamente fiduciosa in merito alla prospettiva economica. “L’ effetto dello shock dei prezzi petroliferi, sta continuando la sequenza naturale di più forti esportazioni di beni non energetici, aumento degli investimenti e miglioramento del mercato del lavoro.  La ripresa anticipata della crescita significa che la differenza tra Pil effettivo e Pil potenziale (output gap) tornerà in linea con la sua traiettoria precedente più avanti nel corso dell’anno.” Ciò significa, dunque, che vi è molto meno bisogno, ammesso che ve ne sia, di ulteriori misure di allentamento nel corso dell’anno. Di conseguenza, CAD ha sperimentato un apprezzamento e, con l’ulteriore aumento del prezzo del petrolio, potrebbe continuare a muoversi in rialzo ancora per qualche tempo.
  • Tutto ciò significa che il ciclo ascendente di USD sia giunto al termine? No! A quanto pare, il Canada si unisce all’Autorità monetaria di Singapore che, nella giornata martedì, ha lasciato invariata la sua politica monetaria, seguendo l’esempio dell’Australia e dell’India (entrambe in data 7 aprile). È la fine della frenesia mondiale per il taglio dei tassi, che, nel corso dell’anno, ha visto ad oggi 47 paesi (inclusi i 19 membri dell’Eurozona) abbassare i tassi? Tutto ciò potrebbe significare, minimo, un rallentamento della tendenza alla diminuzione dei tassi, con i prezzi del petrolio attualmente più bassi del 25% rispetto a un mese fa. Tuttavia, simili sviluppi non significano che il dollaro possa subire un deprezzamento. La divergenza delle politiche monetarie persiste, soltanto un po’ meno aggressiva di prima. Per esempio, nel corso della notte, Lacker, presidente della Fed di Richmond e membro del Fomc con diritto di voto ha affermato di notare “una notevole opportunità” di “innalzare i tassi proprio ora.” (Lacker è un noto falco che, in data 10 aprile, ha sostenuto di auspicare l’aumento dei tassi per il mese di giugno, che rappresenta la prima data possibile per la Fed) Nei due ultimi principali cicli ascendenti del dollaro, il biglietto verde non ha raggiunto il massimo finché i tassi di interesse non hanno raggiunto il massimo e, a oggi, i tassi Usa a breve termine non hanno neanche iniziato a salire, mentre i rendimenti decennali sono ancora ben al di sotto del livello dell’anno scorso. Tutto ciò considerato, crediamo, quindi, che il dollaro sia all’inizio del suo ciclo ascendente e, a nostro parere, ha ancora decisamente molta strada da fare.
  • Il prezzo del petrolio sale a seguito di un aumento delle scorte inferiore al previsto Nonostante vi siano state le riunioni di due banche centrali, l’attenzione si è concentrata sul mercato del petrolio, con le scorte Usa aumentate molto meno degli attesi 1,3 milioni di barili dell’ultima settimana di riferimento. Questo esito si confronta con una media di 6,9 milioni di barili a settimana dall’inizio dell’anno, prima della pubblicazione del risultato. Inoltre, la produzione Usa è leggermente diminuita (-20mila barili al giorno). I risultati alimentano, quindi, la speranza che l’eccesso di offerta di petrolio negli Usa stia giungendo al termine, con il numero di piattaforme petrolifere attive sceso del 53% in sei mesi e con un mercato maggiormente assestantesi verso l’equilibrio. Per quanto ci riguarda, dubitiamo di simili sviluppi e continuiamo a prevedere un aumento della produzione nel mese di giugno, ma, tecnicamente, il mercato pare cambiare direzione (vedere la sezione tecnica più avanti). Ciò considerato, nei prossimi giorni, ci aspettiamo ulteriori guadagni tmomentanei da parte delle valute legate al petrolio – specialmente NOK e CAD.
  • In Australia, la disoccupazione diminuisce più del previsto In Australia, la disoccupazione nel mese di marzo è inaspettatamente scesa dal 6,3% al 6,1%, nonostante un aumento del tasso di partecipazione, mentre sia gli impieghi full-time sia quelli part-time sono cresciuti più di quanto fosse atteso. Simili sviluppi hanno esercitato una leggera pressione sulla Rerserve Bank of Australia affinché abbassasse i tassi e AUD ha sperimentato un notevole apprezzamento, piazzandosi dopo NOK come seconda valuta G10 dai migliori risultati nelle ultime ventiquattro ore. Probabilmente, AUD è stato spinto verso l’alto anche dal fatto che la borsa di Shanghai ha guadagnato l’1,8%, un risultato superiore a quello necessario a cancellare la perdita di ieri dell’1,2%, dovuta al debole risultato del Pil di T1 e a una produzione industriale che, nel mese di marzo, è stata inferiore alle aspettative. AUD potrebbe, dunque, essere pronto a una temporanea inversione della sua recente tendenza al deprezzamento. Tuttavia, non crediamo che in Cina la situazione possa cambiare tanto rapidamente e, pertanto, nel medio periodo, consigliamo di rimanere ribassisti su AUD.
  • I fatti del giorno Oggi verranno diffusi soltanto dati dagli Stati Uniti. Si prevede che, nel mese di marzo, i nuovi cantieri edili siano tornati al di sopra del milione, indicando come il calo registrato a febbraio sia stato, probabilmente, dovuto alle avverse condizioni meteorologiche. Al contempo, le previsioni sui permessi di costruzione si indirizzano verso una loro lieve diminuzione. Tuttavia, la tendenza generale è coerente con un mercato immobiliare in miglioramento, come indicato ieri da un indice della National Association of Homebuilders (NAHO) superiore alle aspettative e dall’aumento delle domande di mutuo nelle ultime settimane. Simili sviluppi potrebbero, in qualche misura, continuare a sostenere il dollaro. Ci si aspetta, inoltre, che le richieste iniziali sussidio di disoccupazione per la settimana conclusasi in data 11 aprile risultino più o meno invariate rispetto alla settimana precedente, ossia a un relativo minimo di 280mila. Un tale esito abbasserebbe la media mobile a 4 settimane da 282mila a 279mila. Questa è, inoltre, la settimana dedicata alle indagini sulle buste paga non agricole e, quindi, è probabile che sostenga l’opinione secondo cui il debole dato di marzo sia stato un’anomalia causata dal cattivo tempo. Coerentemente, è altrettanto probabile che, nel mese di aprile, osserveremo un dato occupazionale migliore, che aiuterebbe a convincere coloro che dubitano del Fomc (e del mercato). Si prevede, infine, che l’indice della Fed di Philadelphia sull’attività delle imprese sperimenti un leggero aumento.
  • L’agenda di oggi vede uno speaker della Bce e quattro della Fed. Nel corso della sessione europea, interviene il vicepresidente della Bce, Vitor Constancio, mentre durante la sessione Usa, interverranno il vicepresidente della Fed, Stanley Fischer, il presidente della Fed di Atlanta, Dennis Lockhart, e i suoi omologhi di Boston e Cleveland, rispettivamente Eric Rosengren e Loretta Mester.

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