Analisi dei Mercati 15 Aprile 2015

Analisi Tecnica 15 Aprile 2015

 Il quadro generale

    • Negli Stati Uniti, dati deboli mettono in dubbio la teoria della ripresa Usa Negli Stati Uniti, le vendite al dettaglio sono scese negli ultimi tre mesi di fila. Pertanto, con il mercato che, ultimamente, riteneva che l’economia degli Stati Uniti avesse avviato una graduale ripresa, le aspettative si indirizzavano verso un aumento delle vendite al dettaglio. Tuttavia, i dati, seppure in crescita, sono risultati inferiori alle aspettative e le attese degli ultimi due mesi sono state riviste al ribasso. Inoltre, è diminuita la fiducia delle piccole imprese. Oltre a tutto ciò, il Fmi ha rivisto al ribasso le sue stime di crescita per gli Usa e al rialzo quelle per l’Eurozona. Di conseguenza, sono scese anche le aspettative sul tasso dei Fed funds e, almeno per il momento, i tori su USD hanno gettato la spugna. L’unica valuta G10 a subire un deprezzamento contro USD è stato AUD, a causa dei deboli dati dalla Cina (vedi dopo). Le valute legate al petrolio (NOK, CAD, RUB e BRL) sono, invece, risultate le più forti, con il WTI che sperimenta un balzo superiore al 2%. Le nostre analisi tecniche suggeriscono che, probabilmente, il WTI potrebbe muoversi ancor più in rialzo (vedi sotto): pertanto, queste valute potrebbero continuare ad apprezzarsi.
  • In Cina, i dati risultano inferiori alle aspettative, tranne il Pil. La messe di dati dalla Cina pubblicati nella mattinata di oggi ha mostrato una crescita continua, seppure più debole alle aspettative. In particolare, la produzione industriale è rifiutata inferiore a quanto atteso, di fatto più bassa di tutte le 40 stime dell’indagine di Bloomberg, mentre le vendite al dettaglio e gli investimenti in capitale fisso hanno mancato le aspettative soltanto di poco. Tuttavia, il Pil è risultato precisamente corrispondente al consensus del mercato sul 7,0% su base annua, che corrisponde proprio all’obiettivo del governo. A ogni modo, se il Pil è al 7,0% in T1, allora dovrà essere almeno al 7,0% in ciascuno dei trimestri successivi al fine di soddisfare l’obiettivo annuale. Può andare così con con produzione, consumo ed esportazioni deboli? Significativamente, al momento della pubblicazione dei dati, i titoli cinesi hanno registrato notevoli perdite, contrariamente alla risposta positiva data ai risultati delle esportazioni inferiori alle aspettative, diffusi nella giornata di ieri. A fronte dei deboli dati sull’export, le speranze per uno stimolo da parte del governo hanno dato luogo a una risposta del genere “cattive notizie sono buone notizie”. Tuttavia, nella giornata di oggi, la reazione è stata differente – forse, il riconoscimento del fatto che il rallentamento è superiore a quanto può essere corretto mediante un altro stimolo fiscale? Mentre ci aspettiamo che il governo intervenga in qualche misura, la classe dirigente è determinata a ristrutturare l’economia e a ridurre l’inquinamento, obiettivi che richiedono un cambiamento del modello di crescita.   Un rallentamento pare, quindi, inevitabile. Ciò potrebbe indebolire AUD e, in misura inferiore, NZD. 
  • Hamada: non ho detto quel che ho detto Nella giornata di ieri, Koichi Hamada, uno dei consiglieri del primo ministro giapponese Abe, aveva affermato che JPY era troppo debole e che un cambio USD/JPY a 105 sarebbe stato “opportuno.” L’ha detto o no? Oggi, Hamada ha, infatti, “chiarito” che 120 sarebbe “accettabile” e che non si opporrebbe a ulteriori misure di espansive da parte della Banca del Giappone. Pare come se qualcuno abbia telefonato a Hamada e gli abbia detto quale debba essere la parità! Come abbiamo scritto ieri, continuiamo a ritenere che le autorità nipponiche incoraggeranno un’ulteriore deprezzamento dello yen. La rapida retromarcia di Hamada rappresenta, quindi, una valida indicazione delle reali intenzioni delle autorità giapponesi. Ne sapremo di più al termine del discorso del primo ministro Abe innanzi al Congresso degli Stati Uniti, previsto per il 29 aprile.
  • I fatti del giorno Durante la sessione europea, gli avvenimenti principali sono costituiti dalle riunioni della Bce e della Banca del Canada.
  • Nello scorso anno, le riunioni della Bce hanno rappresentato i grandi giorni della coppia EUR/USD. Durante i vertici della Bce, il cambio EUR/USD era, infatti, solitamente molto più volatile della media. A tal riguardo, vi invitiamo a osservare sul grafico quanto il mercato sia stato volatile nel mese di gennaio, quando la Banca Centrale Europea ha diffuso i dettagli del programma di Qe. Tuttavia, il mercato Fx non ha sperimentato particolari variazioni la riunione di marzo della Banca Centrale Europea. In assenza di possibili variazioni nella politica della Bce per il momento, ci aspettiamo che i risultati del mercato Fx siano più simili a quelli di marzo che a quelli di gennaio.
  • Nel mese scorso, la domanda fondamentale era se la Bce sarebbe stata capace di reperire i 60 miliardi di euro di titoli da acquistare ogni mese. Tuttavia, il primo mese del programma di Qe è stato un successo. Le aspettative per ulteriori misure sono limitate. Si è discusso sulla possibilità che la Bce tagli ulteriormente il tasso sui depositi, dal momento che non acquisterà più obbligazioni con rendimento inferiore a detto tasso. Crediamo che un simile sviluppo sia improbabile, almeno in questa fase iniziale. Un altro taglio comporterebbe, infatti, soltanto una diminuzione dei rendimenti verso il nuovo tasso, ciò significando che la Bce dovrebbe semplicemente comprare titoli a prezzi maggiori senza necessariamente averne in più da acquistare.
  • Ci si potrebbe chiedere se la Bce possa avviare il tapering del programma di Qe prima del previsto qualora, come attualmente si preannuncia, agli inizi del 2016 l’inflazione dovesse tornare ad aumentare all’1,0%, per effetto della caduta dei bassi prezzi dell’energia. Ci aspettiamo, dunque, che Draghi sottolinei come la Bce stia pianificando il proseguimento dei suoi programmi di easing come previsto. Draghi ha, infatti, affermato che: “Il consiglio direttivo adotterà una prospettiva olistica nel valutare il percorso dell’inflazione. Ci si concentrerà, infatti, non soltanto sulla probabilità che l’inflazione converga su livelli prossimi al 2%, ma anche sulla sua stabilizzazione a questi livelli con sufficiente sicurezza da lì in ” Negli Usa, le “bizze sul tapering” hanno mostrato che anche solo accennare alla possibile riduzione degli stimoli monetari può muovere i tassi in rialzo, esito che potrebbe arrestare la ripresa proprio ora che sta per cominciare.
  • È, inoltre, probabile che vengano nuovamente poste domande sulla Grecia. Nel corso della riunione precedente, la Grecia non ha, infatti, ricevuto grande attenzione, poiché il principale argomento di discussione era costituito dai dettagli del Qe. Questa volta, ci aspettiamo che vengano poste domande sulle condizioni della Bce adeguate alla ripresa del finanziamento dell’economia greca e sui limiti dell’Ela. Infine, potrebbe esservi qualche domanda sulla notevole caduta della moneta unica, ma l’opinione della Bce è sempre stata che la Banca Centrale Europea non effettua il target dell’euro e, quindi, non le spetta di discuterne.
  • Nel mese di marzo, la Banca del Canada (BoC) ha sorpreso i mercati mantenendo i tassi invariati e dichiarando che “i rischi intorno al profilo dell’inflazione sono ora più equilibrati.”  Di conseguenza, il mercato non si aspetta cambiamenti nella riunione di oggi. Dall’ultimo vertice, il dollaro canadese e i prezzi del petrolio sono, infatti, stati relativamente stabili. La BoC aveva, inoltre, affermato di attendersi che “la gran parte dell’impatto negativo del basso prezzo del petrolio si manifesterà nella prima metà del 2015” Tuttavia, diverse statistiche recenti (impiego, nuovi cantieri edili, commercio) hanno mostrato risultati sorprendentemente al rialzo. Anche noi ci aspettiamo che i tassi rimangano stabili. In assenza di variazioni, l’impatto sul mercato dipenderà dal tono della dichiarazione, dall’obiettivo di inflazione della BoC e dalle proiezioni sulla crescita.  Ci attendiamo una dichiarazione dai toni ottimisti. Inoltre, alcuni agenti potrebbero prendere posizione in favore di un taglio dei tassi. Pertanto, ci attendiamo che la coppia USD/CAD subisca un deprezzamento (ossi che CAD sperimenti un apprezzamento).
  • Per quanto concerne gli indicatori economici di oggi, viene pubblicata la versione definitiva dell’indice dei prezzi al consumo tedesco per il mese di marzo. Al solito, ci si aspetta che l’indice confermi la versione preliminare. In Francia, l’indice dei prezzi al consumo dovrebbe uscire dalle condizioni di deflazioni e non dovrebbe mostrare variazioni nei prezzi al consumo. Viene, infine, pubblicata la bilancia commerciale dell’Eurozona.
  • Negli Usa, ci si aspetta che l’indice manifatturiero dello Stato di New York mostri un miglioramento delle condizioni di impresa nel mese di aprile, mentre, a marzo, la produzione industriale Usa dovrebbe aver subito un calo dopo la crescita di febbraio. Un simile esito potrebbe esercitare ulteriore pressione su USD dopo i deludenti dati sulle vendite al dettaglio, pubblicati nella giornata di ieri. Verrà, infine, diffuso anche l’indice NAHB sul mercato immobiliare di aprile, mentre la Federal Reserve pubblicherà il Libro Beige.
  • Oltre a Draghi e Poloz, intervengono Haruhiko Kuroda, governatore della Banca del Giappone, e James Bullard, presidente della Fed di St. Louis.  

La coppia EUR/USD si muove in rialzo e incontra resistenza nei pressi di quota  1,0715

 

    • Durante la giornata di ieri, la coppia EUR/USD si è mossa in rialzo a seguito di una crescita delle vendite al dettaglio Usa inferiore alle aspettative di marzo. Al contempo, l’indice Ppi delle assicurazioni negli Stati Uniti è sceso dello 0,8% su base annua dopo una riduzione dello 0,6% nel mese precedente. Tuttavia, l’apprezzamento si è arrestato poco al di sotto della resistenza 1,0715 (R1), che rappresenta il livello di ritracciamento del 38,2% del ribasso registrato tra il 6 e il 13 aprile. Crediamo che lo spostamento di ieri sia stato soltanto una correzione per un test sulla scollatura della figura a doppio massimo e che, probabilmente, osserveremo la coppia venire negoziata in ribasso nel prossimo futuro. Un netto calo al di sotto di 1,0600 (S1) potrebbe, dunque, preparare il campo per espansioni verso il livello psicologico 1,0500 (S2). I movimenti di oggi dipenderanno in gran parte dalle dichiarazioni di Draghi, presidente della Banca Centrale Europea, durante la conferenza stampa che seguirà alle decisioni della Bce. Per quanto concerne il quadro generale, la coppia EUR/USD continua a essere negoziata al di sotto di entrambe le medie mobili. Una netta chiusura al di sotto di 1,0460 (S3) confermerà un prossimo minimo decrescente e innescherà la ripresa della generale tendenza al ribasso.
  • Supporto: 1,0600 (S1), 1,0500 (S2), 1,0460 (S3)
  • Resistenza: 1,0715 (R1), 1,0800 (R2), 1,0890 (R3)

La coppia USD/JPY rimbalza da 119,00

    • Durante la giornata di ieri, la coppia USD/JPY si è mossa in rialzo dopo aver trovato supporto a 119,00 (S1), nei pressi del margine inferiore di un canale inclinato che sta contenendo l’azione del prezzo dal 26 marzo. Crediamo, quindi, che la polarizzazione di breve periodo sia positiva e ci aspettiamo che i tori testino presto il livello psicologico 120,00 (R1). È, infatti, probabile che una rottura al di sopra di quella barriera chiave estenda la mossa rialzista, forse verso la successiva resistenza 120,80 (R2), marcata dal massimo del 13 aprile. Sul grafico giornaliero, il cambio viene negoziato nei pressi della media mobile a 50 giorni, ben al di sopra di quella a 200 giorni, e al di sopra del margine superiore del triangolo che sta contenendo l’azione del prezzo da novembre. Tutto ciò lascia intatta la tendenza generale al rialzo. Tuttavia, per quanto riguarda il quadro generale, dato che vi è ancora divergenza negativa tra gli oscillatori giornalieri e l’azione del prezzo, consigliamo di tenersi ai margini per il momento.
  • Supporto: 119,00 (S1), 118,35 (S2), 118,00 (S3)
  • Resistenza: 120,00 (R1), 120,80 (R2), 121,20 (R3)

La coppia USD/CAD si muove in ribasso in vista della riunione della Banca del Canada

    • Durante la giornata di ieri, la coppia USD/CAD si è mossa notevolmente in ribasso a seguito dei dati deludenti dagli Usa e ha trovato supporto 1,2440 (S1), prima rimbalzare leggermente. Oggi, la Banca del Canada (BoC) si riunisce per decidere il tasso di interesse di riferimento. Sebbene non ci si aspettino variazioni nella politica economica della BoC, i recenti dati positivi dal Canada potrebbero condurre a una dichiarazione più ottimista. Ciò potrebbe muovere gli orsi a innescare un altro test per 1,2440 (S1). Una rottura verso il basso potrebbe, infatti, espandere la mossa ribassista, forse verso quota 1,2385 (S2), marcata dai minimi del 26 febbraio e dell’8 aprile. Restringendo il campo al grafico giornaliero, osserviamo che, dal 26 gennaio, il cambio sta oscillando tra 1,2385 (S2) e 1,2800. Inoltre, vi è divergenza negativa tra entrambi gli oscillatori giornalieri e l’azione del prezzo. Pertanto, consigliamo di tenersi ai margini per quanto concerne il quadro generale di questa coppia.
  • Supporto: 1,2440 (S1), 1,2385 (S2), 1,2300 (S3)
  • Resistenza: 1,2520 (R1), 1,2565 (R2), 1,2650 (R3)

L’oro trova supporto nei pressi del margine inferiore del canale al ribasso

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    • Nel corso della giornata di ieri, l’oro si è mosso in ribasso, ma, dopo aver trovato supporto nei pressi del margine inferiore del canale al ribasso di breve periodo, è leggermente rimbalzato. Finché il metallo prezioso viene negoziato all’interno di tale canale, riteniamo che la figura di breve periodo rimanga negativa. Crediamo, infatti, che osserveremo un altro test del margine inferiore del canale sul supporto 1180 (S1). Questa conclusione è rafforzata dai nostri oscillatori di breve periodo. L’RSI, già al di sotto dei 50 punti, ha virato verso il basso, mentre il MACD si trova al di sotto delle sue linee zero e di segnale. Passando al grafico giornaliero, notiamo che, in data 6 aprile, l’oro ha formato una candela a shooting star dopo aver colpito il livello di ritracciamento del 50% del ribasso registrato tra il 22 gennaio e il 17 marzo. Tutto ciò ci porta a credere che la ripresa del 17 marzo – 6 aprile sia stata soltanto una correzione e che la polarizzazione rimanga al ribasso.
  • Supporto: 1180 (S1), 1165 (S2), 1150 (S3)
  • Resistenza: 1200 (R1), 1210 (R2), 1220 (R3) 

Il WTI rompe al di sopra di 53,00

    • Nel corso della giornata di ieri, il WTI ha continuato a muoversi in rialzo ed è riuscito a rompere al di sopra della resistenza (ora supporto) 53,00 (S1). Tenendo a mente che, nella giornata di venerdì scorso, il WTI ha rotto al di sopra del margine superiore della formazione a cono rovesciato, ci aspettiamo che il prezzo continui a muoversi in rialzo, almeno nel breve periodo. Ci aspettiamo, infatti, un test a 54,00 (R1), un’area di resistenza marcata dai massimi del 7 aprile. Una rottura al rialzo di questa resistenza potrebbe puntare al livello psicologica 55,00 (R2). I nostri oscillatori giornalieri individuano un momentum rialzista e rafforzano questa conclusione. L’RSI a 14 giorni si trova, infatti, al di sopra dei 50 punti e punta verso l’alto, mentre il MACD giornaliero giace al di sopra delle linee zero e di segnale, diretto del pari verso l’alto. Nonostante ci aspettiamo che il WTI si muova in rialzo nel breve periodo, con riferimento al quadro generale, consigliamo di mantenere un atteggiamento di neutralità. Ciò perché il prezzo sta oscillando tra 44,00 e 55,00 dall’inizio dell’anno, senza una chiara struttura di tendenza.
  • Supporto: 53,00 (S1), 51,80 (S2), 51,00 (S3)
  • Resistenza: 54,00 (R1) 55,00 (R2), 55,70 (R3)

 

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