Grecia ed Euro – Segnali di Trading 19 Maggio 2015

Segnali si Trading – Approfondimento Grecia Euro – 19 maggio 2015

Il quadro generale

  • Qual è il significato del finale di partita per la Grecia? Ieri, abbiamo scritto che la Grecia potrebbe stare avvicinandosi al suo finale di partita. Come potrebbe svolgersi?
  • La grande paura dei mercati – “l’opzione nucleare”, come viene chiamata – è che la Grecia fallisca nel ripagare il suo debito, abbandoni l’euro e reintroduca la dracma. Un simile esito provocherebbe il caos in Grecia e gravi perdite in quei paesi europei detentori del debito greco, direttamente e indirettamente (attraverso la Bce, etc.). A peggiorare la situazione, i cittadini di Spagna, Portogallo e, forse, anche Italia potrebbero temere che il loro paese sia il prossimo a fallire e trasferire i loro risparmi in massa in Germania. Questo trasferimento rappresenterebbe la più grave corsa agli sportelli della storia e potrebbe condurre al collasso del sistema bancario di detti paesi. Inoltre, gli investitori di altri Stati europei che detengono azioni o obbligazioni di quei paesi dovrebbero improvvisamente coprire il rischio di cambio. Tutto ciò potrebbe, quindi, causare un enorme deflusso di moneta dall’euro. In conclusione, la combinazione di pressioni interne ed esterne potrebbe portare all’abbandono dell’euro.
  • Funzionari greci hanno agitato lo spettro dell’opzione nucleare. In base al loro ragionamento, di fronte a una scelta tra opzione nucleare e salvataggio, l’UE, se abbastanza spaventata, sceglierebbe l’opzione a minor costo e più sicura, rilasciando i fondi necessari.
  • Tuttavia, l’UE pare considerare una terza possibilità. Il piano prevede di prendere la Grecia per fame, lentamente, trattenendo i fondi e limitando la liquidità di emergenza (Ela) che la Bce fornisce alla banche, finché Atene non capitolerà e accetterà le condizioni poste dall’UE. La prossima mossa potrebbe, quindi, essere l’aumento dell’haircut sui collaterali che le banche greche devono versare per ottenere i fondi dell’Ela. Tutto ciò significherebbe un’ulteriore compressione del sistema bancario e dell’economia della Grecia.
  • Allora, come si può evitare che la Grecia fallisca, lasci l’Eurozona, reintroduca la dracma e riparta da zero dopo aver cancellato il debito? Vi sono diverse questioni da prendere in considerazione:
  • In base ai Trattati europei, la Grecia non può lasciare l’Eurozona senza recedere dall’UE. Il recesso rappresenta, infatti, l’unico modo in cui uno Stato membro può legalmente lasciare l’Eurozona. Tuttavia, il governo greco non ha promesso di abbandonare l’UE. Qualora dovesse essere tentata questa opzione, l’esecutivo potrebbe cadere.
  • Finché la Grecia rimane nell’Eurozona, il diritto dell’UE prevede esclusivamente l’euro come moneta a corso legale. Il governo dovrebbe, quindi, pagare tutti i salari, i debiti, le pensioni e i depositi bancari in euro.
  • Sfortunatamente, la Grecia non dispone della liquidità necessaria. Nel 2014, la Grecia ha raggiunto un leggero avanzo primario (entrate meno spese, escluso il pagamento degli interessi), pari allo 0,4% del Pil. All’inizio dei negoziati con l’UE nei primi mesi dell’anno, il governo greco si aspettava un avanzo primario per il 2015 di gran lunga superiore al 4% del Pil. In tal caso, la Grecia avrebbe potuto permettersi di fallire e uscire dai mercati, poiché non avrebbe avuto bisogno di prendere in prestito liquidità in quanto non avrebbe dovuto pagare gli interessi. Tuttavia, da allora l’economia ha subito un considerevole rallentamento e le entrate fiscali sono cadute, riportando il bilancio in disavanzo primario.
  • In una condizione di disavanzo primario, il fallimento e l’uscita dall’euro rappresenterebbero per la Grecia una soluzione peggiore dell’odiato programma di asuterità. Il governo non disporrebbe, infatti, della liquidità necessaria a soddisfare le sue promesse elettorali e dovrebbe fallire di fronte ai propri cittadini, tagliando le pensioni e i servizi pubblici e, probabilmente, ridenominando i depositi bancari in una valuta di gran lunga più debole.
  • Qualora dovessero verificarsi uno di questi scenari o entrambi, non vi è dubbio che il sostegno al governo crollerebbe, portando alla sua caduta. Ci aspettiamo, dunque, che, una volta che il primo ministro Tsipras e i suoi colleghi avranno realizzato questa eventualità, accettino a malincuore di soddisfare qualsiasi condizione posta dai creditori. La nostra ipotesi è che venga previsto un referendum, affinché il governo possa ottenere pubblica approvazione per rinnegare le proprie promesse elettorali. Resta da vedere a qual punto il partito possa dividersi e venga formato un nuovo governo con politiche molto simili a quelle del precedente esecutivo.
  • La RBA conferma di mantenere l’opzione di allentamento La Reserve Bank of Australia (Rba) ha pubblicato i verbali della riunione di maggio. Nel corso di questo vertice, la banca centrale australiana ha tagliato il tasso ufficiale di sconto (Cr) di 25 punti base, come previsto dalle aspettative. Tuttavia, la Rba ha anche rimosso la polarizzazione all’allentamento che aveva caratterizzato le precedenti dichiarazioni.  Alla luce di ciò, alcuni investitori hanno, quindi, cominciato a riflettere sulla possibilità che la Rba abbia concluso il suo ciclo espansivo. I verbali hanno confermato che la rimozione della forward guidance è stata una scelta deliberata: eppure, il Comitato per la politica monetaria non esclude ulteriori allentamenti nelle prossime riunioni. In altre parole,  la Rba mantiene una sorta di polarizzazione all’allentamento moderata o implicita, in quanto considera i rischi per l’economia e l’inflazione ampiamente al ribasso. Alla pubblicazione dei verbali, AUD ha subito un notevole deprezzamento, ma, dopo poche ore, è velocemente rimbalzato per essere negoziato a tassi nuovamente invariati. A ogni modo, consigliamo di rimanere ribassisti, in quanto crediamo che il graduale riequilibrio dell’economia cinese danneggerà l’Australia.
  • Aumento delle aspettative di inflazione in Nuova Zelanda Secondo la Reserve Bank of New Zealand (Rbnz), le aspettative di inflazione media a due anni degli analisti del settore privato e delle imprese sono notevolmente aumentate in T2 dall’1,80% all’1,85%. Il governatore della Rbnz, Wheeler, ha dichiarato che considererà di tagliare il tasso ufficiale di sconto (Ocr) qualora l’inflazione principale, prossima allo zero, dovesse iniziare a pesare sulla prospettiva economica e mutare la fissazione dei prezzi. Tuttavia, i dati di oggi mostrano che non è questo il caso. Di conseguenza, le aspettative di un taglio dei tassi a giugno hanno subito un netto calo e NZD si è mosso fortemente in rialzo sia su USD che su AUD. Al momento, le previsioni sul tasso di interesse avvantaggiano NZD su AUD.
  • I fatti del giorno Nel corso della sessione europea, viene pubblicata l’indagine della tedesca Zew per il mese di maggio. I risultati di aprile sono stati differenziati, con l’indice della situazione attuale in crescita per il sesto mese consecutivo, mentre l’indice delle aspettative subiva un lieve calo dopo cinque mesi di guadagni. A seguito dell’ultima serie di dati deboli dalla Germania, è, dunque, necessario che l’indagine di Zew mostri un risultato fortemente positivo, affinché si possa avere conferma della ripresa tedesca. Tuttavia, i mercati si aspettano che entrambi i dati saranno inferiori ai livelli di aprile, esito che, oggi, potrebbe avere conseguenze negative su EUR.
  • Nel Regno Unito, viene pubblicato l’indice dei prezzi al consumo per il mese di aprile. Come riportato nel rapporto trimestrale sull’inflazione della Banca d’Inghilterra, l’inflazione potrebbe momentaneamente virare in negativo nel breve periodo. Tuttavia, ci si aspetta che il livello generale dei prezzi aumenti notevolmente verso la fine dell’anno, con le passate diminuzioni dei prezzi, specialmente quello del petrolio, che verranno escluse dalla comparazione. Infine, le aspettative si indirizzano verso un mantenimento a zero del tasso di cambio su base annua, senza particolari conseguenze per GBP.
  • Negli Usa, saranno pubblica i dati sui nuovi cantieri e sulle licenze edilizie per il mese di aprile. Si prevede che i nuovi cantieri tornino al di sopra di 1 milione, indicando come la modesta crescita di marzo sia stata, probabilmente, dovuta alle difficili condizioni meteorologiche. Si prevede, poi, che le licenze edilizie, il più forward-looking dei due indicatori, abbiano sperimentato un modesto aumento, mantenendo la tendenza generale coerente con un mercato immobiliare in miglioramento. In conclusione, la forza del settore immobiliare sostiene la possibilità che la crescita in T2 possa subire un leggero rimbalzo con un modesto apprezzamento del biglietto verde.
  • Per quanto riguarda gli speaker, intervengono il governatore della Riksbank, Stefan Ingves, e il governatore della Banca del Canada, Stephen Poloz. Ieri, Ingves ha dichiarato che è importante assicurare come SEK rimanga quasi dove si trova ora su EUR. Inoltre, il governatore della Riksbank ha affermato di considerare come una corona svedese più debole “per qualche tempo a venire” possa sostenere l’indice dei prezzi al consumo. Tuttavia, nel corso della giornata, la coppia EUR/SEK ha perso lo 0.54%. Ci aspettiamo, quindi, che, oggi, il governatore Ingves ribadisca le sue dichiarazioni sulla “corona debole” al fine di invertire questa mossa.

 

Pullback della coppia EUR/USD

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  • Ieri, la coppia EUR/USD si è mossa in ribasso, è scesa al di sotto del supporto (ora resistenza) 1,1330 (R1), e, nel corso dell’odierna sessione europea, sta testando il supporto 1,1280 (S1) Sebbene la prospettiva di breve periodo rimanga in qualche misura positiva, crediamo, dunque, che la correzione possa continuare ancora per qualche tempo. Una rottura al di sotto di 1,1280 (S1) potrebbe dare conferma di ciò e, forse, aprire la strada verso il prossimo supporto 1,1200 (S2). I nostri oscillatori individuano un momentum negativo e rafforzano la possibilità di un ulteriore ritracciamento. Lo RSI ha, infatti, continuato a scendere e si è mosso al di sotto dei 50 punti, mentre il MACD, seppur positivo, si trova al di sotto della linea di innesco e punta verso l’alto. Vi è, inoltre, divergenza negativa tra entrambi gli indicatori e l’azione del prezzo, Per quanto concerne la tendenza generale, la rottura al di sopra di 1,1045 ha segnalato il completamento di una possibile formazione a doppio minimo, che potrebbe avere più ampie conseguenze rialziste. Pertanto, almeno per il momento, consigliamo di considerare ogni possibile estensione al ribasso come una correzione.
  • Supporto: 1,1280 (S1), 1,1200 (S2), 1,1130 (S3)
  • Resistenza: 1,1330 (R1), 1,1465 (R2), 1,1500 (R3)

La coppia GBP/JPY si muove a consolidare lateralmente

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  • Da una settimana, la coppia GBP/JPY si sta muovendo a consolidare lateralmente tra il supporto 187,25 (S1) e la resistenza 188,60 (R1). La tendenza di breve periodo rimane al rialzo, ma crediamo che una correzione al ribasso possa verificarsi prima che i tori riprendano l’iniziativa. Una rottura al di sotto di 187,25 (S1) potrebbe innescare la correzione e, forse, testare l’area 186,00 (S2). I nostri indicatori di momentum individuano un rallentamento del momentum e rafforzano la possibilità di una correzione al ribasso della coppia GBP/JPY. Lo RSI ha, infatti, subito un calo e ora si trova vicino ai 50 punti, mentre il MACD, sebbene positivo, è al di sotto dell’innesco e punta verso il basso. Sul grafico giornaliero, il cambio viene negoziato ben al di sopra di entrambe le medie mobili, e ciò supporta la continuazione della tendenza al rialzo di breve periodo. Tuttavia, i nostri indicatori giornalieri di momentum provano una possibile correzione. Lo RSI a 14 giorni ha, infatti, virato verso il basso all’interno della sua area di ipervenduto, mentre il MACD mostra segni di topping.
  • Supporto: 187,25 (S1), 186,00 (S2), 184,45 (S3)
  • Resistenza: 188,60 (R1), 189,20 (R2), 189,80 (R3)

La coppia NZD/USD guadagna a grazie alle più alte aspettative di inflazione

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  • Nel corso dell’odierna sessione asiatica, la coppia NZD/USD si è mossa in ripresa dopo la pubblicazione di più alte aspettative di inflazione da parte della Rbnz. La coppia è rimbalzata da 0,7360 (S1) e ora sta testando la resistenza 0,7430 (R1). Sebbene il rimbalzo possa continuare ancora per qualche tempo, a nostro parere, il quadro rimane negativo. Ci aspettiamo, infatti, che gli orsi potrebbero, infine, riprendere il controllo e puntare a un altro test a 0,7360 (S1). Una rottura di questo livello potrebbe mirare a quota 0,7320 (S2). Sul grafico giornaliero, la candela formatasi giovedì scorso pare una formazione a stella cadente, il che supporta ulteriori deprezzamenti. Tuttavia, preferiamo attendere una netta chiusura al di sotto di 0,7200 prima di  discutere della ripresa della precedente tendenza al ribasso di lungo periodo.
  • Supporto: 0,7360 (S1), 0,7320 (S2), 0,7275 (S3)
  • Resistenza: 0,7430 (R1), 0,7500 (R2), 0,7575 (R3)

I contratti future sul Dax rimbalzano da 11420

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  • Ieri, i contratti future sul Dax si sono mossi in rialzo dopo aver trovato supporto a 11420 (S1). Probabilmente, una mossa al di sopra di 11740 (R1) confermerebbe che la mossa al ribasso iniziata il 10 aprile è stata soltanto una correzione e che la tendenza generale è nuovamente all’opera. Tale mossa potrebbe inizialmente testare la prossima resistenza 11920 (R2). I nostri oscillatori di breve periodo rivelano momentum positivo e rafforzano la possibilità di ulteriori apprezzamenti. Lo RSI è, infatti, nuovamente al di sopra dei 50 punti, mentre il MACD si trova al di sopra sia della linea di segnale sia della linea zero, puntando moderatamente verso l’alto. Sul grafico giornaliero, l’indice mostra segnali di un possibile rimbalzo dalla linea di tendenza al rialzo risalente al minimo del 16 ottobre. A nostro parere, ciò mantiene il sentiero di lungo periodo dell’indice al rialzo.
  • Supporto: 11420 (S1), 11200 (S2), 11000 (S3)
  • Resistenza: 11740 (R1) 11920 (R2), 12100 (R3)

 

L’oro incontra resistenza intorno a 1232 e ripiega

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  • Ieri, l’oro si è mosso in rialzo, ma l’apprezzamento si è arrestato vicino quota 1232 (R2). Successivamente, il metallo dorato ha subito un pullback e ora viene negoziato al di sotto di 1226 (R1). Osservando i nostri oscillatori di breve periodo, notiamo segnali di un possibile proseguimento del pullback, forse verso un test nell’area 1212 (S1). Lo RSI è, infatti, sceso dopo aver abbandonato l’area al di sopra dei 70 punti, mentre il MACD ha mostrato segnali di topping ed è calato al di sotto della linea di innesco. Sul grafico giornaliero, la giornata di ieri non è riuscita a chiudere al di sopra di 1226 (R1). Crediamo, quindi, che, perché la polarizzazione di medio periodo viri verso l’alto, sia necessaria una netta chiusura al di sopra di detta quota. Per il momento, con riguardo alla tendenza di lungo periodo, consigliamo, dunque, di mantenere la neutralità.
  • Supporto: 1212 (S1), 1207 (S2), 1200 (S3)
  • Resistenza: 1226 (R1), 1232 (R2), 1245 (R3)

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