Segnali di Trading – 13 Maggio 2015


Segnali di Trading – 13 Maggio 2015

Il quadro generale

  • Caos nel mercato mercato obbligazionario Nella giornata di ieri, i rendimenti delle obbligazioni hanno subito forti variazioni sulle diverse piazze del mondo a seguito delle affermazioni del presidente della Fed di New York, Dudley, sul “cambio di regime” in politica monetaria. In un discorso dal titolo “Le implicazioni globali delle divergenti impostazioni di politica monetaria nelle economie avanzate”, Dudley ha affermato: “Penso che sarebbe ingenuo non aspettarsi un qualche impatto [del primo aumento dei tassi da parte della Fed]. Dopo più di sei anni con un margine inferiore a zero, l’innalzamento segnalerebbe un cambio di regime, anche se la politica monetaria sarebbe soltanto leggermente meno accomodante dopo la manovra rispetto a quanto fosse prima. Personalmente, mi aspetto delle conseguenze sui flussi di capitale globali, sull’andamento delle valute straniere e sui prezzi delle attività finanziarie, anche se è in gran parte previsto quando tutto accadrà.” La questione è che anche uno 0,25 è infinitamente maggiore (come percentuale) di zero. Pertanto, quel che appare come un leggero aumento è, in realtà, un grande cambiamento: qualcosa contro niente. Intanto, il presidente della Fed di San Francisco, Williams, ha dato il suo contributo al caos, affermando che “un aumento graduale” nel tempo del tasso dei Fed fund rappresenterebbe il modo sicuro di innalzare i tassi e, quindi, “ciò invita ad iniziare un po’ prima”, anche alla riunione di giugno. Tali dichiarazioni hanno gettato i mercati obbligazionari nel caos, con i rendimenti decennali dei titoli Usa aumentati dal 2,27% al 2,36%, per poi crollare al 2,24%. Tuttavia, dopo tutto ciò, i rendimenti decennali hanno chiuso con una perdita di circa 3 punti base, mentre i contratti future sui Fed fund sono rimasti ampiamente invariati e le azioni hanno riguadagnato molto (ma non tutto) delle perdite precedentemente subite. Seppure il discorso abbia interessato i rendimenti in tutto il mondo, in ultima analisi, la politica monetaria degli Stati Uniti pare capace di incidere soprattutto sui rendimenti delle obbligazioni Usa. Pertanto, una tale politica dovrebbe avere effetti rialzisti su USD. Per il discorso del presidente Dudley: http://www.newyorkfed.org/newsevents/speeches/2015/dud150512.html
  • I dati del rapporto Jolts giocano in favore dell’aumento dei tassi Usa Infatti, siamo rimasti sorpresi che il dollaro fosse tanto debole dopo un rapporto sulle posizioni aperte e il ricambio nel mercato del lavoro (Jolts) decisamente positivo. I nuovi posti di lavoro hanno subito una lieve diminuzione, ma continuano a essere i più numerosi della serie (a iniziare dal dicembre 2000). Intanto, il tasso di assunzioni continua a essere relativamente alto al 3,6%. mentre il tasso di interruzioni volontarie del rapporto di lavoro è salito di 10 punti base al 2,0%. La presidente della Fed, Yellen, fa spesso riferimento ai dati Jolts come a un valido indicatore della debolezza del mercato del lavoro. Il tasso di interruzioni volontarie del rapporto di lavoro – la percentuale della forza lavoro che volontariamente abbandona il proprio lavoro in un mese – è un indicatore particolarmente efficace delle condizioni del mercato del lavoro, poiché gli individui, solitamente, non lasciano la propria occupazione a meno che non ne abbiano già trovato una nuova o siano fiduciosi di poterla ottenere. Il tasso di interruzioni volontarie del rapporto di lavoro è al 2%, cifra che, come mostra il grafico, implica un aumento continuato dell’indice del costo del lavoro (Eci) che, infatti, è salito al 2,6% su base annua nel mese di marzo. L’Eci rappresenta la misura adottata dalla Fed per l’inflazione da salari. Se questo aumento dovesse continuare, come suggeriscono i dati dello Jolts, a settembre l’Eci raggiungerebbe una media annuale del 2,6%.Nel 2004, la  Fed aumentò i tassi con l’Eci che si trovava intorno a questo livello.
  • La Bce continua ad aiutare la Grecia Nella giornata di ieri, la Bce ha tenuto la sua riunione settimanale non dedicata alla politica monetaria. A quanto pare, la Banca Centrale Europea ha deciso di aumentare di 1,1 miliardo EUR i fondi della liquidità di emergenza (Ela) versati alle banche greche, mantenendo invariato l’haircut sui collaterali. Pare, dunque, che gli istituti greci vengano premiati per gli scarsi progressi compiuti o che, per lo meno, la Bce non li stia ancora punendo. Dall’altra parte, il governo greco non è riuscito a piazzare l’aumento di emissione di titoli del Tesoro come sperava. Pertanto, il risultato complessivo è stato probabilmente neutrale. A ogni modo, una morte improvvisa è rinviata, almeno, di un’altra settimana, ma questa proprio non è la fine della storia.
  • Dalla Cina, dati (ancora una volta) deludenti La Cina ha pubblicato i dati di aprile per vendite al dettaglio, produzione industriale e investimenti di capitale fisso. Il tasso annuale di crescita delle vendite al dettaglio è lievemente sceso da marzo, sebbene la produzione industriale sia leggermente aumentata (ma al di sotto delle stime). Il vero cambiamento ha riguardato gli investimenti a capitale fisso, che hanno subito un vero crollo. Questi sviluppi rappresentano esattamente l’obiettivo cui il governo sta mirando: le autorità cinesi intendono, infatti, cambiare il modello di crescita dall’essere basato sugli investimenti all’essere basato sui consumi. Tuttavia, questo cambiamento significa pur sempre un rallentamento della crescita, come è possibile osservare. Oggi, queste notizie dovrebbero avere effetti negativi su AUD.
  • I fatti del giorno I dati di maggiore importanza sono stati pubblicati all’inizio della sessione europea odierna: le versioni preliminari del Pil T1 di Francia, Germania ed Eurozona. Il Pil francese è risultato superiore alle aspettative, mentre quello tedesco è stato decisamente inferiore. Il mercato ha concentrato l’attenzione su questi dati e la coppia EUR/USD ha subito un leggero ribasso. Vengono, inoltre, diffusi gli indici dei prezzi al consumo di Francia e Germania.
  • Nel Regno Unito, l’evento principale è rappresentato dalla pubblicazione del rapporto trimestrale sull’inflazione redatto dalla Banca d’Inghilterra (BoE). Il governatore Carney presenterà il documento con la valutazione economica insieme agli aggiornamenti del Pil e alle previsioni di inflazione elaborati dalla BoE. Qualora il governatore Carney dovesse ribadire che l’inflazione raggiungerà il 2% nelle previsioni a due anni e che la prossima manovra dei tassi sarà, molto probabilmente, un aumento, gli investitori potrebbero spostare in avanti le loro aspettative sull’innalzamento dei tassi e GBP potrebbe sperimentare un qualche rafforzamento.
  • Per quanto riguarda gli indicatori, si prevede che il tasso di disoccupazione del Regno Unito per il mese di marzo sia sceso dal 5,6% del mese precedente al 5,5%, mentre ci si aspetta che i redditi medi settimanali siano aumentati allo stesso tasso annuale dello scorso anno (+1,7% su base annua). Ciò, unito alla diminuzione del tasso di disoccupazione e a toni da falco nel rapporto sull’inflazione, potrebbe sostenere la sterlina.
  • Negli Usa, verranno pubblicate le vendite al dettaglio per il mese di aprile. Si prevede che il dato principale registri un aumento del +0,2% in aprile, che segna un calo dal +0,9% su base mensile di marzo. Il tasso core (che esclude beni volatili come autovetture e benzina) dovrebbe essere aumentato del +0,6% dal +0,5% su base mensile. Un risultato positivo sosterrebbe, quindi, la teoria secondo cui la debolezza di T1 è stata principalmente dovuta alle difficili condizioni meteorologiche e potrebbe ulteriormente rafforzare USD.

  La coppia EUR/USD rimbalza da 1,1130 segnali di trading

    • Nella giornata di ieri, la coppia EUR/USD si è mossa in rialzo, dopo aver trovato supporto a 1,130 (S2). Tuttavia, la ripresa è rimasta limitata al di sotto della resistenza 1,1290 (R1). Il rimbalzo ha, dunque, confermato un prossimo minimo crescente sul grafico a 4 ore. Tuttavia, dato che vi è ancora divergenza positiva tra gli oscillatori e l’azione del prezzo, consigliamo di rimanere in attesa, per ora. Un netto movimento al di sopra di 1,1290 (R1) è, infatti, necessario per innescare ulteriori espansioni al rialzo, forse verso un altro test nell’area 1,1375 (R2). Per quanto concerne la tendenza generale, la rottura al di sopra di 1,1045 ha segnalato il completamento di una possibile formazione a doppio minimo, che potrebbe avere più ampie conseguenza rialziste. Pertanto, consigliamo di considerare ogni possibile deprezzamento, che resti limitato al di sopra di 1,1045, come una correzione prima che i compratori riprendano il controllo.
  • Supporto: 1,1260 (S1), 1,1130 (S2), 1,1080 (S3)
  • Resistenza: 1,1290 (R1), 1,1375 (R2), 1,1445 (R3)

Continua la ripresa della coppia GBP/JPY segnali di trading

    • La coppia GBP/JPY ha continuato a muoversi in rialzo, rompendo al di sopra della resistenza (ora supporto) 187,25 (S1) e raggiungendo quota 188,35 (R1). La tendenza di breve periodo rimane, dunque, positiva e, pertanto, ci aspettiamo che una netta rottura al di sopra di 188,35 (R1) apra la strada per il successivo livello 189,20 (R2), marcato dal picco del 9 dicembre. Tuttavia, gli oscillatori di breve periodo provano che una ritirata potrebbe manifestarsi prima che i tori riprendano il controllo. Vi è, infatti, divergenza negativa tra l’RSI e l’azione del prezzo, mentre i MACD ha mostrato segnali di topping e potrebbe presto scendere al di sotto della linea di innesco. Sul grafico giornaliero, il cambio viene negoziato ben al di sopra di entrambe le medie mobili, così sostenendo il proseguimento della tendenza al rialzo di breve periodo. Inoltre, i nostri indicatori giornalieri di momentum individuano una forte velocità al rialzo. L’RSI a 14 giorni ha, infatti, appena superato i 70 punti mentre il MACD giornaliero si trova al di sopra delle linee zero e di segnale, puntando verso l’alto.
  • Supporto: 187,25 (S1), 186,00 (S2), 184,45 (S3)
  • Resistenza: 188,35 (R1), 189,20 (R2), 189,80 (R3)

La coppia AUD/USD rimbalza da 0,7885 segnali di trading

    • La coppia AUD/USD è rimbalzata da vicino 0,7885 (S2), ha rotto al di sopra di 0,7945 (S1), ma il rialzo è rimasto limitato al di sotto della resistenza 0,8025 (R1). Il rimbalzo ha, dunque, confermato un minimo crescente sul grafico a 4 ore. Pertanto, notiamo ancora un quadro di breve periodo discretamente positivo. Una rottura al di sopra di 0,8025 (R1) potrebbe mirare nuovamente all’area 0,8065 (R2), definita dai massimi del picco del 29 aprile. I nostri oscillatori individuano un momentum positivo e rafforzano la possibilità che, nel breve periodo, la coppia AUD/USD possa muoversi in rialzo. L’RSI è, infatti, al di sopra dei 50 punti, mentre il MACD si trova al di sopra delle linee zero e di segnale. Tuttavia, l’RSI ha dato segni di topping e ha virato verso il basso: un ripiegamento potrebbe, quindi, manifestarsi prima che i compratori riprendano il controllo. Per quanto concerne il quadro generale, la coppia viene ancora negoziata al di sopra della linea di tendenza al rialzo che risale al minimo del 14 aprile, e ciò mantiene la figura di medio periodo altrettanto positiva.
  • Supporto: 0,7945 (S1), 0,7885 (S2), 0,7855 (S3)
  • Resistenza: 0,8025 (R1), 0,8065 (R2), 0,8135 (R3)

 L’oro è ancora privo di tendenza segnali di trading

    • Nella giornata di ieri, l’oro si è mosso in rialzo, ma l’apprezzamento è rimasto limitato al di sotto di 1200 (R1). Successivamente, il metallo dorato si è ritirato per assestarsi poco al di sopra di 1190 (S1). Per quanto ci riguarda, continuiamo a non vedere una chiara struttura tendenziale sul grafico a 4 ore. Pertanto, restiamo del parere che la prospettiva dei breve periodo sia neutrale. Sul grafico giornaliero, entrambi gli oscillatori di breve periodo gravitano, infatti, intorno ai loro livelli di equilibrio, dando conferma di un quadro di breve periodo privo di tendenza. Una netta chiusura al di sotto di 1170 (S3) potrebbe, infine, segnalare che il rialzo del 17 marzo – 6 aprile sia stato solo un ritracciamento del 50% del deprezzamento registrato tra il 22 gennaio e il 17 marzo e che la polarizzazione sia tornata al ribasso.

 

  • Supporto: 1190 (S1), 1179 (S2), 1170 (S3)
  • Resistenza: 1200 (R1), 1215 (R2), 1223 (R3)

 Forte rialzo del WTI segnali di trading

    • Ieri, il WTI si è mosso fortemente in rialzo per essere scambiato al di sopra di 60,00, fino a che ha incontrato resistenza poco al di sopra di 61,30 (R1). A nostro parere, tale sviluppo ha riportato la polarizzazione al rialzo. Una netta rottura al di sopra di 61,30 (R1) potrebbe, quindi, aprire la strada per la successiva resistenza 62,10 (R2). Tuttavia, guardando ai nostri oscillatori di breve periodo, consigliamo di fare attenzione a che un breve ripiegamento possa manifestarsi prima del prossimo apprezzamento. L’RSI ha, infatti, incontrato resistenza vicino ai 70 punti e ha virato di poco verso il basso, mentre il MACD ha dato segni dli topping e potrebbe presto scendere al di sotto dell’innesco. Inoltre, vi è divergenza negativa tra l’RSI e l’azione del prezzo. Per quanto concerne la tendenza generale, sul grafico giornaliero, notiamo una prospettiva di medio termine positiva. La rottura al di sopra di 55,00 in data 14 aprile ha, infatti, segnalato, il completamento di una figura a doppio minimo, che potrebbe avere più ampie conseguenze rialziste nel prossimo futuro. .
  • Supporto: 60,15 (S1), 59,60 (S2), 58,85 (S3)
  • Resistenza: 61,30 (R1) 62,10 (R2), 62,55 (R3)

 

About the Author: migliorbroker